Giornalista del Tg1 Maurizio Cirilli muore sul Gra

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Fatale il tamponamento con un’auto avvenuto sulla carreggiata interna al km 62,10ROMA: INCIDENTE STRADALE, MORTO UN UOMO

(MeridianaNotizie) Roma, 20 settembre 2013 – Maurizio Cirilli, giornalista del Tg1, ha perso la vita in uno scontro avvenuto poco prima delle 10 all’altezza dello svincolo per via della Pisana. I soccorsi sono stati inutili, l’uomo è morto praticamente sul colpo. Fatale il tamponamento con un’auto avvenuto sulla carreggiata interna al km 62,10. “Il traffico – spiega in una nota l’Anas – è stato deviato per circa 30 minuti sula complanare interna al km 59,400 nei pressi dello svincolo ‘Ostiense’, per consentire le operazioni di rilievo da parte delle Forze dell’Ordine. Si sono formate code a tratti a partire dallo svincolo ‘Pontina’”. Si occupa dei rilievi la polizia stradale. Sul sito del Tg1 la redazione piange il proprio collega: “Il nostro collega Maurizio Cirilli è morto questa mattina in un incidente stradale sul Raccordo Anulare. Maurizio, 62 anni, per oltre 30 anni ha lavorato in Rai. Ci arriva nel 1977, ad appena 26 anni,  come assistente operatore al Tg2. Erano i tempi ancora delle cineprese Arriflex, degli assistenti che cambiano gli chassis agli operatori, veri e propri direttori di fotografia.

Accanto ai colleghi più grandi impara il mestiere, conosce tutti i segreti, diventa anche lui operatore e poi negli anni ’90 telecineoperatore giornalista. L’informazione televisiva è nel frattempo cambiata: mutate le tecnologie, ma non la cambia la voglia di crescere e di imparare di Maurizio che nel 2002 accetta una nuova sfida e passa al Tg1, una carriera tutta in salita, fino a ricoprire la carica di vicecaporedattore nella segreteria di redazione. Dopo tanti anni accanto agli inviati in giro per il mondo, decide di mettersi al servizio del giornale, con la sua naturale simpatia e disponibilità, appiana tutti i giorni le difficoltà, sta dietro alla preparazione di dirette ed eventi, tutti gli dobbiamo qualcosa, ha una risposta e una soluzione per ogni problema, una persona insostituibile. A giugno di quest’anno sceglie di andare in pensione, forse per stare finalmente più vicino alla sua famiglia, dopo tanti anni passati più a lavoro che a casa. Sembra incredibile, ma solo due giorni aveva festeggiato tutta la sua carriera con i colleghi. Sposato con due figli e nonno da poco. Una vita passata in Rai, una vita per l’informazione, finita così improvvisamente, per una assurda, tragica fatalità”.

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