Legna da ardere e da rubare: 9 arresti al sud

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I due lotti boschivi interessati, di estensione totale pari a circa 70 ettari, erano stati aggiudicati ad una ditta e si trovano in località Valle dei Tassi corpo forestale dello stato Bosco della Pietra e Costa Tesa Piano Ferraro

(MeridianaNotizie) Roma, 20 settembre 2013 – Nove arresti e undici denunce sono stati eseguiti dal Corpo forestale dello Stato in due distinte operazioni in materia di utilizzazioni boschive, in Basilicata e in Calabria. In particolare, cinque persone sono state arrestate in flagranza per i reati di furto e danneggiamento aggravati nel corso di un’attività di controllo nel comune di Bella (PZ). I due lotti boschivi interessati, di estensione totale pari a circa 70 ettari, erano stati aggiudicati ad una ditta e si trovano in località Valle dei Tassi Bosco della Pietra e Costa Tesa Piano Ferraro in un bosco di alto fusto di cerro, con piante anche centenarie. Gli appostamenti della Forestale hanno permesso di accertare il comportamento criminoso di 15 dipendenti della ditta che, sotto la direzione di uno dei titolari, hanno tagliato circa 100 piante senza autorizzazione su una superficie di quasi 9.000 metri quadrati. Ulteriori accertamenti daranno la possibilità di valutare il danno economico subito dal Comune di Bella ed il danno ambientale e paesaggistico arrecato al bosco, causato dalle piante tagliate occultate in modo da impedirne il ritrovamento, e così da pregiudicare irreversibilmente il rinnovamento. Inoltre, alcune zone del bosco sono state percorse con l’escavatore, altra pratica vietata, e presentano evidenti segni di danneggiamento. Arrestate in flagranza di reato soltanto le cinque persone che hanno tenuto una condotta finalizzata a furto e danneggiamento.

Per gli altri undici dipendenti è scattata comunque la denuncia in stato di libertà. Gli altri quattro arresti, avvenuti in Calabria, sono scaturiti dall’operazione svolta congiuntamente dal personale del Nucleo Investigativo Provinciale di Polizia Ambientale e Forestale (NIPAF) di Catanzaro e Vibo-Mongiana, del Comando Provinciale di Reggio Calabria, della Sezione di Polizia Giudiziaria presso la Procura di Catanzaro e dei Comandi Stazione forestali di Davoli (CZ) , S. Vito Jonio (CZ) , Locri (RC) , S. Eufemia d’Aspromonte (RC) e Serra S. Bruno (VV). Sono stati così sorpresi gli operatori di una ditta boschiva, accanto ad un lotto boschivo di proprietà del comune di Guardavalle, sul quale sono in corso gli accertamenti sul possesso di tutte le autorizzazioni necessarie, che procedevano al taglio su una vasta area boscata di rilevante pregio naturalistico e soprattutto idrogeologico, in considerazione anche della rilevante pendenza del terreno interessato e della vicinanza al Parco Regionale delle Serre. Il taglio abusivo, in zona vincolata, ha interessato un’area di circa 10 ettari, dei quali 7 costituiti da bosco ceduo di leccio e circa 3 da un bosco di alto fusto di querce (farnia, rovere, farnetto e cerro) di notevole pregio, con un valore, solo dal punto di vista economico, di decine di migliaia di euro, in attesa di determinare la valutazione del danno ambientale, sicuramente di maggiore e più rilevante entità, prevista dalle norme a tutela dei beni paesaggistici ed ambientali. Oltre alla violazione della normativa in materia di tutela ambientale ed idrogeologica, trattandosi di un terreno boscato di proprietà del comune di Guardavalle, è stato contestato il furto aggravato ed il danneggiamento, e pertanto i quattro soggetti, tutti di Guardavalle, sono stati tratti in arresto e sono stati sequestrati sia il materiale legnoso proveniente dal taglio abusivo, sia i mezzi e le attrezzature impiegate. Con rito direttissimo, il giudice ha convalidato l’arresto e disposto l’obbligo di firma presso il locale Comando Stazione dei Carabinieri. Quelli appena descritti sono soltanto due casi di un fenomeno in continuo aumento soprattutto nell’ultimo trimestre.

Dalle ultime indagini svolte dai Forestali è emerso come questi eventi si siano concentrati maggiormente nel Centro-Sud della penisola e spesso nei Parchi Nazionali e Aree demaniali. Il legname derivato da tali furti ha dato origine ad un nuovo canale di commercializzazione del materiale che viene rivenduto facilmente a prezzi convenienti. Il tutto genera attrazione di potenziali acquirenti che inconsapevolmente si macchiano di reati quali la ricettazione o l’incauto acquisto, oltre ad attivare un meccanismo di concorrenza sleale nei confronti di venditori regolari. E’ bene ricordare come oggi sia più semplice individuare i responsabili di condotte illecite grazie all’ausilio di nuovi sistemi di rilevamento, che permettono di effettuare controlli specifici atti a identificare le aree colpite dal fenomeno. I dati ufficiali, relativi all’anno 2012, registrano un totale di 823 illeciti penali che hanno portato al deferimento di 384 persone, 4.014 illeciti amministrativi per un importo pari a 3.332.775 euro, su 40.179 controlli effettuati. Il Corpo forestale dello Stato ha lo scopo di migliorare la qualità ed il valore ambientale delle nostre foreste, per questo continua la sua attività di tutela dell’ambiente attraverso la prevenzione e la repressione di condotte illecite che comportino danni ai soprassuoli forestali del territorio nazionale.

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