Nadia delle Pussy Riot in sciopero della fame: “noi detenute trattate come bestie”

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La ragazza ha dichiarato che rifiuterà di svolgere il lavoro impostole, “finché le autorità penitenziarie non rispetteranno le leggi e si comporteranno con le condannate come con esseri umani e non bestie”

(MeridianaNotizie) Roma, 24 settembre 2013 – Non smettono di combattere le femministe russe più celebri al mondo, anche dal carcere dove Putin le ha  nadiasbattute. Nadia Tolokonnikova, la più nota tra le attiviste del gruppo punk femminista Pussy Riot, ha iniziato oggi uno sciopero della fame per protestare contro le condizioni disumane del campo di lavoro della Mordovia, dove sta scontando la condanna a due anni di detenzione. A renderlo noto in una lettera, pubblicata sul sito di informazione Lenta-ru, e’ stata la stessa Nadia.

Nella missiva, la ragazza – condannata per teppismo motivato da odio religioso, in seguito alla ormai celebre performance anti-Putin nella cattedrale di Mosca nel 2012 – ha dichiarato che rifiuterà di svolgere il lavoro impostole, “finché le autorità penitenziarie non rispetteranno le leggi e si comporteranno con le condannate come con esseri umani e non bestie”. La ragazza, che ha raccontato soprusi e violenze sulle detenute, ha denunciato al Comitato investigativo russo minacce di omicidio nei suoi confronti da parte del servizio penitenziario e si e’ appellata all‘ombdusman russo per i diritti umani, Vladimir Lukin.

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