Parisienne, sconfiggere il cancro si può: 30 mila donne in corsa contro il tumore al seno

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Dal 13 al 15 settembre le strade di Parigi si sono riempite di circa 30 mila partecipanti alla corsa, che per l’occasione La-Parisienne indossavano magliette rigorosamente rosa

(MeridianaNotizie) Roma, 16 settembre 2013 – Non bastano solo le medicine per sconfiggere la malattia, servono forza di volontà, coraggio e perché no anche un po’ di sana corsa. E’giunta alla diciassettesima edizione “Parisienne”, la prima corsa 100% al femminile in tutto il mondo, che ha come unico obiettivo quello di concentrare l’attenzione sulla più famosa malattia femminile: il tumore al seno. Dal 13 al 15 settembre le strade di Parigi si sono riempite dei balli e delle coreografie delle circa 30 mila partecipanti alla corsa, che per l’occasione indossavano magliette rigorosamente rosa. Al via c’era anche la nuotatrice Laure Manadou con la maglietta rossa.

Più che per il risultato e la prestazione agonistica, le donne partecipano alla corsa per stare insieme e per una buona causa: “Sono qui per la convivialità, ci si ritrova tutte insieme e per di più a Parigi, dato che noi veniamo da lontano, è bello”.”Mi hanno detto che si correva per una buona causa, la lotta contro il cancro al seno, ho pensato che fosse divertente ed eccomi qua”. Alla corsa partecipano anche i disabili: “Sarà l’ambientazione, sarà il motivo, sarà che siamo tutte donne, è bello”. La fatica è ripagata da un’atmosfera magica.”Come tutti gli anni è dura, all’inizio e alla fine, ma data la mia età sono proprio soddisfatta del risultato”.

Molte le attività collegate all’evento: il 13 ed il 14 settembre si è svolto un piccolo viaggio alla scoperta del Sol Levante, in quanto il villaggio sul Champ de Mars introduce a corsi di cultura giapponese. L’ esercito rosa non ha invaso solo gli Champ de Mars, ma l’intera città è stata coinvolta dall’energia femminile: in tutto il villaggio de La Parisienne si sono svolti concerti, esibizioni di danza, yoga, ateliers, fitness e giochi. Forse stare insieme, ridere e amare il proprio corpo non aiuta la ricerca contro la malattia, ma di certo serve per tirare su l’umore, ripagare lo spirito e ovviamente richiamare l’attenzione su un male che nel 2013 non si riesce ancora a dominare.

Il servizio di Luisa Deiola

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