“Ripensando il mercato”, da Cna un’indagine sui mercati rionali di Roma

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Lo studio evidenzia anche la difficoltà dell’amministrazione comunale a gestire la fase transitoria di adeguamento delle strutture e la scarsità di risorse messe a disposizione. Alla crisi ha contribuito anche la diffidenza degli operatori nei confronti dei cambiamenti che si sono resi necessari nel corso degli anni.

(Meridiananotizie) Roma, 16 settembre 2013 – Il calo dei consumi ed il dilagare delle grandi strutture commerciali hanno determinato una chiusura di circa il 10% dei banchi dei mercati rionali negli ultimi anni. Ma c’è un dato in controtendenza: quello dei laboratori artigianali. Da quando, nel 1991, sarti, calzolai, restauratori, idraulici e falegnami hanno avuto la possibilità di operare nei mercati, i laboratori sono aumentati al ritmo del 10% annuo e in tutta la Capitale oggi se ne contano 117. È quanto emerge dal rapporto sui mercati rionali di Roma “Ripensando al mercato” curato da Cna di Roma e Sacea presentato presso la Casa delle Imprese Cna. “Nei mercati rionali – ha spiegato Erino Colombi, presidente Cna Roma – gli artigiani possono beneficiare di canoni, per spazi che non superano i 20, 25 metri quadrati, più economici rispetto all’affitto di locali privati”. cnamercati2

Secondo l’indagine i mercati romani sono 120. In questo numero sono comprese le strutture coperte, le aree recintate che ospitano i banchi e include anche i 56 mercati che insistono su aree improprie, come ha sottolineato Antonello Giuffrida, curatore della ricerca. Oltre che dalla diffusione della grande distribuzione, inoltre, il calo dei banchi e la crisi dei mercati, secondo lo studio, è stato determinato negli ultimi anni da un cambiamento negli stili di vita dei romani. Lo studio evidenzia anche la difficoltà dell’amministrazione comunale a gestire la fase transitoria di adeguamento delle strutture e la scarsità di risorse messe a disposizione. Alla crisi ha contribuito anche la diffidenza degli operatori nei confronti dei cambiamenti che si sono resi necessari nel corso degli anni.

Diverse le proposte di intervento sono state poste all’attenzione dell’assessore alla Roma Produttiva del Comune di Roma, Marta Leonori, intervenuta all’incontro. In primis la messa al bando del modello di project financing, risultato fallimentare; in seconda istanza si chiede il ritorno a quelle che erano le origini del mercato rionale, ossia all’aperto e laddove ineludibile l’esigenza di tutelare il decoro urbano, tornando alle postazioni “mobili”, fornite dai necessari sottoservizi. Per Lorenzo Tagliavanti, direttore CNA di Roma, il mercato rionale rappresenta per Roma “una forza che però va riposizionata come tutte le attività economiche”.

Il servizio di Mariacristina Massaro

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