Strage alla Navy Yard di Washington, 13 morti e 8 feriti. Ucciso il killer

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Alexis Aaron, 34 anni è un reduce della Marina Militare americana, al quale, era stato diagnosticato il cosidetto “post traumatic stress disorder” e per questo era stato destinato al quartier generale con un contratto a tempo determinato come consulente nel settore tecnologico. Ma secondo alcune fonti aveva recentemente perso il posto, fatto che forse avrebbe scatenato la sua follia omicida.

(MeridianaNotizie) Roma, 17 settembre 2013 -Tredici morti compreso il killer e otto feriti. È questo il bilancio della follia di un’uomo, solo, che ieri ha compiuto una strage alla Navy Yard di Washington. Il sindaco di Washington, Vincent Gray, in una conferenza stampa durante la notte, ha detto che le vittime del massacro avevano tra i 46 e i 73 anni, mentre degli otto ricoverati solo tre sono stati feriti da colpi di arma da fuoco.

Alexis Aaron, 34 anni è un reduce della Marina Militare americana, al quale, era stato diagnosticato il cosidetto “post traumatic stress disorder” e per questo era stato destinato al quartier generale con un contratto a tempo determinato come consulente nel settore tecnologico. Ma secondo alcune fonti aveva recentemente perso il posto, fatto che forse avrebbe scatenato la sua follia omicida. strage-marina-militare1

Alexis aveva tra l’altro alle spalle una serie di incidenti legati all’uso di armi che comunque non ne avevano compromesso il lavoro alle dipendenze dello Stato. Nel 2004 era stato arrestato dalla polizia di Seattle per aver sparato alle gomme di un camion di una ditta di costruzioni parcheggiato vicino casa sua. Allora l’uomo disse alla polizia di aver avuto un black-out mentale a causa della rabbia e di essere rimasto sconvolto per i fatti dell’11 settembre. Secondo la testimonianza del padre, Alexis aveva anche partecipato alle squadre di soccorso dopo gli attentati. L’uomo non fu mai incriminato per la vicenda di Seattle.

Alexis, che era buddista, aveva servito in Marina dal 2007 al 2011. Fino al trasferimento quattro mesi fa a Washington, aveva vissuto quasi sempre a Fort Worth, in Texas, dove tre anni fa fu coinvolto in un’altra sparatoria. L’uomo aprì il fuoco contro l’appartamento del suo vicino, ma non fu incriminato dopo che disse alla polizia che il colpo era partito accidentalmente mentre puliva l’arma. Pare invece che avesse problemi nella gestione della rabbia, anche se i suoi vicini lo descrivano come una persona “gentile”. Il giovane, di colore, lamentava inoltre di avere subìto discriminazioni mentre era nella marina.

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