Vado a New York per 9 mesi, la mania di Facebook per il mese della prevenzione

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E’ alle porte il mese che la Lilt (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori) insieme alla Estée Lauder Companie dedica alla campagna “Nastro Rosa” e che nel 2013 ricorre per il ventesimo anno. Ogni anno, di casi di cancro alla mammella se ne contano circa 41mila ma fortunatamente il tasso di mortalità è in diminuzione per merito della diagnosi precoce.

(MeridianaNotizie) Roma, 13 settembre 2013 – Chi non l’ha letto? Chi non l’ha scritto? Chi non ha odiato Facebook quando, aprendolo in pausa pranzo, leggeva una sfilza di “Vado a vivere a Miami per 23 mesi”. “Andrò in Colombia per 30 mesi”. Chi non ha chiamato la nonna per dire: lo sai che tua nipote va in Colombia per un’anno? Tutti, mascherato da finto nervosismo per la nuova mania, vi sarete chiesti quale sia il motivo di questi status. Il gioco in questione va ben oltre quanto chi non ne conosca il significato possa immaginare. Perché se i “mesi di viaggio” corrispondono al giorno di nascita di chi scrive, e allo stesso modo le dodici mete possibili sono abbinate ai mesi, il messaggio che veicola mira a sensibilizzare sui controlli e la prevenzione del tumore al seno e a ricordare che ottobre si avvicina. vado in messico1

Istruzioni: il mese di nascita diventa il luogo dove andate ed il giorno diventa il numero di mese di assenza… Gennaio – Città del Messico; Febbraio – Londra; Marzo – Miami; Aprile – Repubblica dominicana; Maggio – Parigi; Giugno – Roma; Luglio – Hawaii; Agosto – California; Settembre – New York; Ottobre – Puerto Rico; Novembre – Las Vegas; Dicembre – Australia.

E’ infatti alle porte il mese che la Lilt (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori) insieme alla Estée Lauder Companie dedica alla campagna “Nastro Rosa” e che nel 2013 ricorre per il ventesimo anno. Ogni anno, di casi di cancro alla mammella se ne contano circa 41mila ma fortunatamente il tasso di mortalità è in diminuzione per merito della diagnosi precoce. Gli scorsi anni il gioco, se così lo si può definire, consisteva nello scrivere il colore del proprio reggiseno, la misura delle scarpe o il tempo impiegato la mattina a pettinare i capelli. Messaggi enigmatici la cui spiegazione viaggiava di messaggio in messaggio privato tra le aderenti all’iniziativa e che avevano attirato l’attenzione di molti centrando l’obiettivo prefissato. Anche quest’anno la sensibilizzazione passa soprattutto dai social network.

Cristina Pantaleoni

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