Zuckerberg si scaglia contro Obama: “poca trasparenza su Datagate”

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Il Fondatore di Facebook: “il governo non ha comunicato bene, alcune dichiarazioni non hanno proprio aiutato. Come dire: ‘Tranquilli stiamo spiando solo cittadini non statunitensi”

(MeridianaNotizie) Roma, 19 settembre 2013 – Poca trasparenza sulla quantità e sul tipo di dati raccolti durante le attività di intercettazione realizzate grazie alfacebook sistema Prism. Questa l’accusa che Mark Zuckerberg ha avanzato nei confronti dell’amministrazione Obama, criticandola per la gestione del Datagate. Tutto in un’intervista e un incontro organizzato dalla rivista statunitense Atlentic. “Il governo non ha gestito questa vicenda in modo trasparente” ha sottolineato il fondatore di Facebook, una volta arrivato a Washington. Affermazione paradossale se si pensa che proprio Facebook possiede un quantitativo enorme di dati sensibili, infatti il social network detiene miliardi di foto di utenti.

Zuckerberg, però, non si è risparmiato. “il governo non ha comunicato bene, alcune dichiarazioni non hanno proprio aiutato. Come dire: ‘Tranquilli stiamo spiando solo cittadini non statunitensi”. Le accuse quindi non sono rivolte all’amministrazione Obama per la sostanza del problema, cioè aver spiato senza permesso miliardi di conversazioni private dei cittadini americani. Il nocciolo della questione, secondo Zuckergerg, è che l’amministrazione non è stata trasparente nel rendere conto dell’accaduto. Magari questo accanimento è spinto anche dalla particolare volontà di mostrarsi virtuosi in un momento in cui Facebook soffre per le polemiche legate al bullismo. Il tutto mentre da Menlo Park sono da poco si sono adeguati e hanno pubblicato il primo Transparency Report, rendendo note le richieste di dati da parte dei governi.

Il fondatore di Facebook ha poi visitato il Campidoglio per incontrare i membri del Congresso per convincerli a sostenere una riforma dell’immigrazione. Zuckerberg ha creato la fondazione FWD. us, uno dei gruppi più attivi sul tema migratorio. Così si è presentato a Capitol Hill per una serie di incontri con alcuni membri della Camera e del Senato, democratici e repubblicani. La riforma dell’immigrazione è bloccata alla Camera, dopo che alcuni mesi fa il Senato aveva passato una riforma che include la possibilità di ottenere la cittadinanza per milioni di persone che si trovano illegalmente sul territorio americano.

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