“No al sindaco dell’immagine” l’affondo del Pdl capitolino a Marino

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La Belviso attacca: “Noi abbiamo un sindaco che cura solo l’immagine, a lui contrapponiamo una forza di opposizione belviso marinoche mandi avanti la città

(MeridianaNotizie) Roma, 18 settembre 2013 – “Cominceremo dalle periferie“, “Il mio vicesindaco sarà donna”, “Rifiuti, non serve una nuova discarica“, “Pedonalizzeremo via dei Fori Imperiali”, “Valuteremo le assunzioni in base ai curricula”, “Trasparenza, Roma tornerà a sognare”. E ancora: “La legalità tornerà di moda”, “Utilizzeremo strumenti di democrazia diretta”, “Valorizzeremo il patrimonio immobiliare di Roma”, “Entro il 30 luglio nuovo comandante dei vigili”. Queste sono solo alcune delle 10 promesse non mantenute dal sindaco di Roma, Ignazio Marino, nei suoi primi 100 giorni di governo, secondo il gruppo capitolino Pdl.

Sveva Belviso più agguerrita che mai ha presentato oggi il decalogo del fallimento del neo sindaco dal titolo “Marino ‘fact checking‘”. “10 promesse tradite partendo proprio dalla falsa pedonalizzazione – ha detto Belviso – invece che iniziare dalle periferie Marino ha puntato esclusivamente sul centro storico e sulla vetrina dei Fori Imperiali dimostrando un approccio elitario ai problemi di Roma. Per il capogruppo capitolino di opposizione, non sono le uniche promesse “tradite”. Il sindaco ha autorizzato la discarica di Falcognana dopo aver promesso in campagna elettorale che non ne sarebbe servita una nuova, senza nemmeno preoccuparsi degli assetti societari della società che gestisce il sito. E ancora: sette sedute di giunta capitolina hanno prodotto solo atti dovuti e 61 assunzioni ‘intuitu personae’ senza alcuna reale selezione in base alla competenza”. Il sesto punto sottolineato dal Pdl riguarda la trasparenza. “Sul sito di Roma Capitale – ha continuato Belviso – al momento non vi è traccia della trasparenza annunciata in campagna elettorale, nessun curriculum è on line. Per non parlare della legalità: dilagano illegalità e occupazioni nei campi nomadi con il ritorno nei campi sgomberati”. In merito agli “strumenti di democrazia diretta“, secondo l’ex vicesindaco della giunta Alemanno, “Marino si è opposto al referendum sul cambio di viabilità di via dei Fori Imperiali tentando di promuovere consultazioni fatte in casa e quindi poco credibili”. “La nona promessa – ha detto Belviso – è sulla valorizzazione del patrimonio immobiliare: Action occupa immobili pubblici, in particolare nel quartiere Acqua Acetosa è stato occupato un casale con rivendicazione di Action e Arci e l’amministrazione non interviene, e sottolineo che l’Arci è un’organizzazione che per conto di Roma Capitale gestisce la scolarizzazione dei rom e riceve a tal fine finanziamenti comunali”. E, infine, “nonostante la promessa che entro il 30 luglio sarebbe stato nominato il nuovo comandante dei vigili, abbiamo l’ennesimo rinvio con il corpo della polizia municipale ancora senza una guida definitiva”.

A presentare le “10 promesse non mantenute”, insieme al capogruppo Pdl, anche i consiglieri Marco Pomarici, Giordano Tredicine, Lavinia Mennuni, e Roberto Cantiani del Gruppo Misto. “Marino, l’uomo che nella prima seduta di consiglio comunale aveva dichiarato che non ci sarebbe stato l’uomo solo al comando non ha invece costruito nessun tavolo di concertazione. – ha aggiunto Pomarici – Tra tutte le promesse mancate c’è una verità: la città non può patire le difficoltà del centrosinistra con assessori che non sanno cosa sia la città di Roma”. “Noi al sindaco dell’immagine – ha concluso Belviso – contrapponiamo una forza di opposizione per aiutare l’amministrazione nel mantenere gli impegni con i quali ha vinto le elezioni”.

Il servizio di Luisa Deiola

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