Rifiuti, Albano: 35 persone al pronto soccorso per la puzza della discarica

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Una vera e propria emergenza igienico-sanitaria: nausea, vomito, febbre, giramenti di testa, svenimenti, pressione minima molto alta, senso di “testa vuota”: questi i sintomi lamentati dai malcapitatirifiuti

(MeridianaNotizie) Roma, 14 ottobre 2013 – Un odore a dir poco nauseante che porta addirittura le persone a stare male. Tra la serata di venerdì 11 ottobre e l’alba di sabato 12 ottobre, 25 cittadini residenti nei pressi della discarica di Roncigliano (Cancelliera, Villaggio Ardeatino, Cecchina), sono state costrette a ricorrere alle cure dei medici del pronto soccorso dell’ospedale “San Giuseppe” di Albano, a causa dei malori provocati dai fortissimi miasmi provenienti dal VII invaso della discarica di Roncigliano (Cecchina di Albano Laziale) e persistenti in tutta l’area limitrofa. Almeno altre 10 persone, inoltre, nel corso della giornata di sabato 12 ottobre, sono state visitate e refertate nei presidi medici di primo- soccorso di Pomezia ed Aprilia. Una puzza continua e insopportabile che ancora oggi continua a giungere dal noto centro di smaltimento dei rifiuti dei Castelli Romani che dal 25 gennaio scorso riceve oltre alle 300 tonnellate di rifiuti indifferenziati al giorno provenienti dai soli dieci comuni di bacino, (ndr, decreto Clini/Sottile), 150 tonnellate al giorno di spazzatura di Roma, Fiumicino, Ciampino e Città del Vaticano.

Una vera e propria emergenza igienico-sanitaria: nausea, vomito, febbre, giramenti di testa, svenimenti, pressione minima molto alta, senso di “testa vuota”: questi i sintomi lamentati dai malcapitati. Il caso più grave, certo, è quello di un bambino di 12 anni, codice giallo, per cui è stato richiesto il ricovero presso l’ospedale pediatrico di Genzano. Per tutti gli altri, invece, è stata riconosciuta una prognosi che va dai 3 ai 10 giorni.

Un tanfo insopportabile che, durante il giorno, crea non pochi fastidi anche ai lavoratori che operano nelle zone industriali di Pomezia, Santa Palomba, Cancelliera, Pian Savelli, Cecchina e Pavona. Ai malesseri, certo, s’aggiunge la rabbia. Le 150 tonnellate al giorno di spazzatura indifferenziata romana, difatti, secondo il decreto Clini/Sottile, dovrebbero essere solo trattate e smistate nell’impianto TMB locale, per poi essere rispedite per intero al mittente, e non certo interrate. Anche le 300 tonnellate al giorno di spazzatura indifferenziata dei Castelli Romani, dovrebbero essere opportunamente “trattate”, con la rimozione della parte organica – ovvero proprio quella che genera la puzza – con il conseguente interramento del solo inerte.

Non si capisce allora perché puzzi in questo modo, e la cosa più tragica è che nessuno è in grado di rispondere, nemmeno le amministrazioni competenti.

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