Germania paradiso dei divorziati: i preti danno l’ostia a chi ha interrotto il matrimonio

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Nella diocesi di Friburgo duecento preti e diaconi hanno firmato un appello su Internet, sostenendo la legittimità della comunione ai divorziati risposati

(MeridianaNotizie) Roma, 8 ottobre 2013 – I preti tedeschi si friburgo ostia ribellano e cercano di scardinare le vecchie tradizioni. In Germania, nella diocesi di Friburgo duecento preti e diaconi hanno firmato un appello su Internet, sostenendo la legittimità della comunione ai divorziati risposati. Nella diocesi i preti hanno scelto di distribuire l’eucarestia di loro spontanea iniziativa. La circoscrizione vescovile di Friburgo è retta dall’arcivescovo Robert Zollitsch, presidente della Conferenza episcopale tedesca (Il nostro Ruini). I duecento contestatori dichiarano che verso i divorziati risposati bisogna usare “misericordia” e non nascondono la loro scelta: “Nelle nostre comunità i divorziati risposati prendono parte alla comunione con il nostro consenso. Sono presenti nel consiglio parrocchiale e partecipano ad altri servizi pastorali”. È una contestazione frontale delle istruzioni vaticane, ma soprattutto una rivolta contro l’inazione del pontefice che da anni – già da prefetto della Congregazione per la Dottrina della fede – si occupava della questione e non ha mai preso una decisione per superare un divieto, che colpisce dolorosamente proprio i fedeli più assidui.

A Friburgo il vicario generale della diocesi ha tentato di persuadere il clero a non firmare o a ritirare il consenso. Soltanto due dei firmatari lo hanno ascoltato. In realtà dietro l’appello c’è una galassia di preti in tutta la Germania, ma anche in tante parti del mondo. Italia compresa, dove molti parroci non infieriscono contro i divorziati risposati negando loro l’eucaristia.

Ratzinger, da teologo, era del parere che di fronte ad un primo matrimonio “spezzatosi da lungo tempo e in maniera irreparabile”, e alla luce di una seconda unione rivelatasi negli anni un’autentica “realtà etica”, fosse giusto – su testimonianza del parroco e della comunità – “concedere la comunione a coloro che vivono un simile secondo matrimonio”. Correva l’anno 1972, quando Ratzinger difendeva tesi del genere. Da allora il pontificato di Giovanni Paolo II e quello di Benedetto XVI hanno battuto ossessivamente sul tasto dell’indissolubilità del matrimonio, rifiutando qualsiasi soluzione. Chissà che il papa dei poveri, Francesco riesca a dare il “Corpo di Cristo” alle coppie sposate che hanno legittimamente scelto di lasciarsi.

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