Il Nobel per la Pace 2013 all’Opac, grazie a loro l’uso delle armi chimiche è un tabù

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“Per 15 anni abbiamo fatto il nostro dovere contribuendo alla pace del mondo. Le ultime settimane hanno dato ulteriore impulso alla nostra missione. Accetto con umiltà il premio Nobel per la Pace e con voi mi impegno a continuare a lavorare con immutata determinazione” spiega il direttore generale dell’organizzazione, il turco Ahmet Uzumcu

(MeridianaNotizie) Roma, 11 ottobre 2013 – E’ stato assegnato all’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opac) il premio Nobel per la Pace 2013. L’Opac è stata fondata nel 1997 per dare attuazione al Trattato di interdizione all’uso delle armi chimiche firmato nel 1993. La notizia era stata anticipata dalla tv norvegese NRK sul suo sito internet. “Anche se il conflitto in Siria può ancora essere definito ‘un bagno di sangue’, c’è in vista una soluzione per quanto riguarda le armi chimiche”, scrive la tv. L’anno scorso la stessa tv anticipò un’ora prima che il Nobel era stato vinto dall’Ue. peter-higgs-nobelfisica2

Grazie al lavoro dell’Opac l’uso delle armi chimiche è un tabù” dice il Comitato per il Nobel nelle motivazioni. “Quanto accaduto in Siria, dove sono state usate queste armi, riporta in primo piano la necessità di incrementare gli sforzi per eliminare questi armamenti”, recitano ancora le motivazioni. Il premio “è un messaggio ai Paesi che non hanno ratificato il Trattato di bando delle armi chimiche”, siglato nel 1993, e un invito “a firmare” aggiunge il presidente del Comitato per il Nobel. Il riconoscimento, che verrà consegnato il 10 dicembre, nell’anniversario della morte di Alfred Nobel, consiste in una medaglia, un diploma e un assegno da circa 910.00 euro.

“Per 15 anni abbiamo fatto il nostro dovere contribuendo alla pace del mondo. Le ultime settimane hanno dato ulteriore impulso alla nostra missione. Accetto con umiltà il premio Nobel per la Pace e con voi mi impegno a continuare a lavorare con immutata determinazione” spiega il direttore generale dell’organizzazione, il turco Ahmet Uzumcu, rivolgendosi ai rappresentanti dei 41 membri dell’ esecutivo, di cui l’Italia ha la vicepresidenza.

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