Maccarese, bar il Girasole in fiamme forse per racket

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I carabinieri non escludono alcuna ipotesi, compresa quella del racket. I gestori del bar sono anche parenti del sindaco di Fiumicino Esterino Montino maccarrese

(MeridianaNotizie) Roma, 1 ottobre 2013 – Un bar è stato completamente distrutto da un’esplosione ieri a Maccarese. Nella deflagrazione sono crollati i muri dell’esercizio commerciale. Muri crollati, il proprietario del locale appoggiato ad un ringhiera in lacrime, le sirene dei carabinieri. Scene più normali in altre località ma non a Maccarese, tranquilla frazione del Comune di Fiumicino. Il bar in questione, il «Girasole» che si trova in via Castel San Giorgio 173, è il punto di riferimento di chi vive da queste parti e di tanti pendolari che lavorano nei campi e nelle aziende agricole della zona. Erano da poco passate le 22 quando due boati a distanza ravvicinata hanno squarciato il silenzio della tranquilla località poco distante dall’aeroporto Leonardo da Vinci.

«Un botto fortissimo a cui ne è seguito un altro» racconta Giorgio Bortolin un anziano della zona. «Quando sono andato a vedere – dice – mi sono accorto che era tutto crollato e c’erano già diverse persone che chiamavano i soccorritori». Di quel bar, un locale di circa 50 metri quadrati che affaccia sulla strada, era rimasto poco. A quell’ora era chiuso, nessuno dunque che si potesse far male. Ma di muri, infissi, porta d’ingresso, saracinesca non c’era più nulla. L’effetto è sembrato a molti quello di una bomba. Carabinieri e vigili del fuoco hanno lavorato a lungo. Hanno cercato le tracce di un innesco che però non sono state trovate. Fatto questo che infittisce il mistero. Gli uomini della Compagnia di Ostia non escludono nulla. Compresa l’ipotesi di un attentato legato a una richiesta di soldi. Cose che da queste parti, a differenza di altre località del litorale romano come a Ostia, non sono però frequenti. Un mese fa c’è stata un’altra esplosione ai danni di un’altra attività commerciale di Ponte Galeria ma in questo caso i carabinieri hanno arrestato un romeno ritenuto il responsabile.

«Non abbiamo ricevuto nessuna minaccia – dice Tullio Allegri, il padre delle due ragazze che da circa tre anni gestiscono il bar – Non hanno litigato con nessuno e non hanno mai avuto problemi. Un mistero». Un giallo che s’infittisce se si considera un altro elemento, che non è sfuggito nemmeno agli inquirenti. Le donne che gestiscono il bar sono parenti del sindaco di Fiumicino, Esterino Montino, figlie di un cugino di primo grado. I carabinieri lo hanno notato subito e hanno fatto qualche domanda a riguardo al momento del sopralluogo. Ma a livello investigativo non vengono fatti ne’ legami ne’ associazioni. E’ un dato che non entra nelle indagini ma comunque che salta all’occhio di molti. Il sindaco ieri pomeriggio è andato a visitarli e si è trattenuto a parlare con loro. «Una visita privata, di vicinanza ma solo come parente» si limitano a dire i familiari. Eppure molti pensano che quella parentela non sia un elemento di poco conto. Lo dicono sottovoce, ma lo dicono. I carabinieri prima di ogni altra cosa vogliono capire cosa sia esattamente accaduto. Nel locale c’era un sistema d’allarme ma non ha funzionato. La registrazione delle telecamere di video sorveglianza potrebbe tornare utile ma sotto le macerie l’hard disk non si trova ancora. I carabinieri hanno invece appurato che il locale non aveva attacchi di metano o bombole di Gpl. «Ho paura che sarà una cosa lunghissima» sussurra Mario Toffanin il proprietario delle mura il lacrime.

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