‘Ndrangheta, sequestrati a Federico Marcaccini detto “er pupone” beni per 120 mln e il Teatro Ghione

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All’interno dello scenario investigativo delineato, Federico Marcaccini, detto “er pupone”, grazie ai suoi contatti con esponenti della potente cosca “Pelle” del comune calabro, fungeva da importante finanziatore delle illecite attività realizzate dall’organizzazione criminale.

(MeridianaNotizie) Roma, 29 ottobre 2013 – I Centri Operativi della Dia di Roma e Reggio Calabria hanno dato esecuzione al provvedimento di confisca dei beni riconducibili al 43enne noto imprenditore e immobiliarista romano Federico Marcaccini, divenuto definitivo a seguito della pronuncia della Corte Suprema di Cassazione che ha dichiarato l’inammissibilità dei ricorsi proposti dall’interessato, condannandolo, tra l’altro, al pagamento delle spese processuali. Il provvedimento, che trae origine da una proposta di misura di prevenzione patrimoniale a firma del Direttore della Dia, colpisce il patrimonio aziendale di 33 società di capitali, di cui ventisette con sede a Roma, quattro in provincia di Roma e due a Latina, operanti nei settori immobiliare, edilizio, ricerca e sviluppo nei comparti ambientale e tecnologico, commercio di autovetture e gestione servizi aeroportuali; beni mobili e immobili di pregio per 120 milioni di euro circa riconducibili alle società. federico-marcaccini2

Tra i beni confiscati dalla Dia all’imprenditore romano Federico Marcaccini, aziende e beni mobili e immobili di pregio per 120 milioni di euro. Tra gli immobili, si segnalano a Roma l’immobile affittato alla società di gestione del teatro Ghione – quest’ultima estranea ai fatti ed al sequestro – adiacente piazza San Pietro; una villa in stile liberty a 4 piani in zana Nomentana-Porta Pia; un fabbricato con 10 unità immobiliari in via di Ripetta; tre immobili adibiti a garage e magazzini per complessivi 1800 mq, nella via Tuscia, via Leone Magno e via Santa Maria delle Fornaci. Confiscati anche due immobili adibiti ad uso alberghiero a Taormina, e Fabbrica di Roma (VT), due ville a più piani con ampio parco annesso a Sabaudia (LT), altre villette ed appartamenti a Fabrica di Roma, Mentana e Rignano Flaminio.

La confisca ha interessato, inoltre, disponibilità finanziarie costituite da rapporti bancari di vario titolo per un valore stimato di circa un milione e mezzo di euro, nonché dal contenuto di una cassetta di sicurezza in cui erano custoditi orologi e monili di cospicuo valore. Marcacini era stato sottoposto, nell’ambito dell’operazione “Overloading”, a un provvedimento restrittivo di fermo emesso il 29 novembre 2010 dalla Procura Distrettuale di Catanzaro, insieme ad altre 76 persone, tutte ritenute associate una vasta e ramificata consorteria criminale di San Luca (Rc) dedita al traffico internazionale di ingenti quantità di cocaina tra la Colombia e l’Italia. All’interno dello scenario investigativo delineato, Federico Marcaccini, detto “er pupone”, grazie ai suoi contatti con esponenti della potente cosca “Pelle” del comune calabro, fungeva da importante finanziatore delle illecite attività realizzate dall’organizzazione criminale. L’attivismo imprenditoriale di Marcaccini, nonostante la sua giovane età e, soprattutto, la modestissima posizione reddituale ufficialmente dichiarata, aveva insospettito gli investigatori che, al termine di approfonditi accertamenti patrimoniali disposti dal Direttore della Dia, eseguirono nel settembre 2011 un provvedimento di sequestro anticipato dei beni dell’imprenditore, disposto, ai sensi della normativa antimafia, dal Tribunale di Roma – Sezione per le Misure di Prevenzione.

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