Omicidio a Casal Palocco, sparano in faccia ad un imprenditore 74enne. Si tratta di un’esecuzione

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L’uomo è stato trovato all’interno di un furgoncino cassonato lato guidatore. A quanto si apprende l’uomo, italiano, e’ stato ucciso con diversi colpi d’arma da fuoco.

(MeridianaNotizie) Roma, 9 ottobre 2013 – Un imprenditore di 74 anni, Sesto Corvini, è stato ucciso a colpi di pistola a Casal Palocco, alla periferia sud di Roma, in via Nicore di Alessandria: l’assassino gli ha sparato in faccia.  casalpalocco1

Sull’omicidio, avvenuto attorno alle 9 mentre la vittima viaggiava a bordo di un furgoncino cassonato, indagano i carabinieri di Ostia. L’uomo è stato freddato in una strada, in pieno centro a Casal Palocco, che in mattinata è molto frequentata dalle famiglie che portano bimbi a scuola.

++AGGIORNAMENTO++

Omicidio Casal Palocco, probabile esecuzione : L’uomo di 74 anni trovato morto questa mattina a Casal Palocco e’ stato ucciso da almeno tre colpi di pistola sparati anche al volto. L’omicidio e’ avvenuto alle 8 circa, i colpi sono stati sentiti da diversi residenti della zona. Il comandante del Gruppo Carabineri di Ostia, Giovanni Adamo, ha parlato di “esecuzione”. Secondo una prima ricostruzione l’uomo alla guida del suo furgoncino e’ stato fermato su via Nicanore di Alessandria, strada sulla quale transitava frequentemente. L’assassino avrebbe aperto lo sportello sparandogli. A quanto si apprende, Sesto Corvini, questo il nome della vittima, residente nella zona era proprietario di molti terreni e di un complesso sportivo. Sul posto i carabinieri di Ostia stanno effettuando i rilievi.

Omicidio Casal Palocco, la vittima aveva diversi contenziosi : Almeno cinque i colpi di pistola calibro 45 esplosi nella sparatoria dove questa mattina e’ stato ucciso Sesto Corvini imprenditore 74enne proprietario di una società di edilizia. “E’ molto probabile – ha detto Giovanni Adamo, comandante dei Carabinieri Gruppo Ostia – che si tratti di un’esecuzione dovuta a vertenze personali che il soggetto aveva con qualcuno: aveva diversi contenziosi. E’ verosimile dire che il soggetto sia stato affiancato da un mezzo dal quale è sceso l’attentatore che ha sparato a distanza ravvicinata”. A quanto si apprende Sesto Corvini, nato ad Acqua Santa Terme (AP) aveva precedenti per inosservanza delle norme edilizie e reati contro la pubblica amministrazione. L’uomo al momento della sparatoria era a bordo di furgoncino Fiat Iveco di sua proprietà.

Omicidio Casal Palocco,  Associazione Dasud: modalità mafiose : “L’omicidio di Sesto Corvini a Casal Palocco, le modalità tipicamente mafiose con cui è avvenuto, i rapporti e le relazioni pericolose che emergono in queste ore sulle attività dell’imprenditore sono fatti inquietanti ed estremamente preoccupanti, che meritano la giusta attenzione da parte di tutti”. Lo sostiene in una nota l’associazione antimafie ‘daSud’. Che aggiunge: “Così finora non è stato: le istituzioni romane, regionali e nazionali, la politica e la società civile hanno sottovalutato colpevolmente il tema mafie permettendo ai clan di acquistare sempre maggiore forza e consenso nel tessuto vivo della città. Come abbiamo scritto nel nostro dossier #romacittàdimafie, e come emerge in maniera chiara dall’inchiesta su Ostia della scorsa estate – dice l’associazione – le cosche acquisiscono ogni giorno nuovi spazi, controllano maggiori porzioni di territorio, aumentano il giro d’affari legato alla droga, trovano nuove complicità, diventano sempre più protagoniste dell’economia – legale e illegale – della città”.

A dimostrazione, continua l’associazione, “che la strategia miope e irresponsabile della politica e delle istituzioni di tenere i riflettori lontano dalla questione mafia ha fallito. A danno della giusta esigenza di sicurezza dei cittadini e degli imprenditori e operatori commerciali onesti”.
“E se bisogna avere fiducia nelle indagini della magistratura sull’esecuzione di Casal Palocco – aggiunge daSud – è necessario che in genere ciascuno faccia la propria parte. A partire dalla politica che non deve più farsi scudo delle attività delle associazioni o delle forze dell’ordine, che non deve andare alla ricerca di scorciatoie, ma deve assumersi fino in fondo – come mai è avvenuto fino a oggi in questa città e in questa regione – la responsabilità di schierarsi in prima linea e concretamente contro i clan, a difesa dell’economia pulita e per la tutela dei territori più a rischio”. Di qui le richieste immediate all’Amministrazione comunale: “Il sindaco Ignazio Marino apra immediatamente il confronto con la città e le associazioni che faranno la propria parte e, come primo atto politico, lavori per una convocazione immediata di un consiglio comunale aperto sulle mafie a Roma. In quella sede illustri alla città la strategia della sua amministrazione sui clan dando vita, per esempio, a un’agenzia comunale antimafie. Non c’è più tempo da perdere”.

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