Ostia, diritti dei lavoratori calpestati: prostituta chiama il 113 perché non viene pagata

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Si prostituiva da circa due mesi all’interno dell’appartamento della sua datrice di lavoro senza ricevere lo stipendio prostitute ostia

(MeridianaNotizie) Roma, 4 ottobre 2013 – I diritti dei lavoratori ancora una volta calpestati da “padroni senza scrupoli.  Operava in nero per più di dodici ore e, come se non bastasse, non veniva nemmeno pagata. L’impiego in questione non è “da ufficio”, ma faticoso e stressante, perché è il mestiere più antico del mondo, il mestiere di chi “l’amore lo sceglie per professione”.

A Ostia una prostituta, cittadina dell’est di 29 anni ha chiamato il 113 per denunciare la connazionale I.A.I., romena di 31anni, che da due mesi la faceva prostituire senza ottenere nulla in cambio. La donna ha spiegato agli agenti del Commissariato di Ostia Lido, giunti a via di Castel Morrone da dove era partita la segnalazione, che da circa due mesi la sua connazionale la faceva prostituire nel suo appartamento, dalle dieci di mattina alle una di notte, facendogli fare dei massaggi erotici con prestazione sessuale finale. Le somme di denaro pagate dai clienti per il tipo di prestazione, variavano dagli 80 ai 150 euro, denaro che a fine serata la straniera consegnava interamente alla padrona di casa, che in cambio le avrebbe dovuto corrispondere 100 euro al giorno.

La donna, inoltre ha riferito che la sua connazionale le forniva un letto matrimoniale e all’occorrenza anche i profilattici. A questo punto gli agenti sono entrati nell’appartamento per procedere al controllo e hanno constatato che effettivamente una delle camere era attrezzata per ricevere clienti. In un cassetto presente nella stanza gli investigatori hanno sequestrato anche una somma di denaro e un profilattico.  Le due donne, identificate e accompagnate in ufficio, sono state ascoltate nuovamente e così per la padrona dell’appartamento è scattata la denuncia in stato di libertà per il reato di sfruttamento della prostituzione. In tempi di crisi anche il lavoro che non andrà mai in crisi sta con l’acqua alla gola.

Luisa Deiola

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