Riapre a Latina l’inchiesta sui rifiuti tossici interrati a Formia

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Da circa un mese, la competenza giudiziaria del sud pontino è passata al tribunale e alla procura di cassino, e quella della discarica di Pentitro, è la prima inchiesta aperta, o meglio riaperta dal procuratore Mercone anche in seguito alle rivelazioni del pentito Schiavone che individua l’area come zona abituale, negli anni ’90, per scarichi di rifiuti tossici.

(MeridianaNotizie) Roma, 10 ottobre 2013 – La procura della Repubblica di Cassino riapre un vecchio caso archiviato dalla procura di Latina in merito a rifiuti tossici interrati nella discarica di Penitro di Formia e il sindaco della città costiera, Sandro Bartolomeo, scrive al procuratore Mercone esprimendogli il plauso della sua amministrazione per l’avvio dell’inchiesta. I fatti risalgono al 1997 quando nella discarica di Penitro vennero trovati alcuni fusti da 200 litri ciascuno di sostanze presumibilmente tossiche, parzialmente interrati. La procura pontina, all’epoca competente per il territorio aprì un’inchiesta archiviata nel 2001. rifiuti-interrati2

Da circa un mese, la competenza giudiziaria del sud pontino è passata al tribunale e alla procura di cassino, e quella della discarica di Pentitro, è la prima inchiesta aperta, o meglio riaperta dal procuratore Mercone anche in seguito alle rivelazioni del pentito Schiavone che individua l’area come zona abituale, negli anni ’90, per scarichi di rifiuti tossici. “In qualità di sindaco – spiega Bartolomeo – sono il primo responsabile della salute pubblica dei miei concittadini e quindi il primo interessato a che si faccia chiarezza sull’intera vicenda. Il Comune non ha i mezzi per verificare o meno l’esistenza di tali rifiuti e lieti saremmo se l’indagine ci aiutasse a valutare il quadro della situazione per quanto concerne le responsabilità, i rischi effettivi per la salute dei cittadini e i provvedimenti da adottare per l’eventuale bonifica dei terreni”.

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