VIDEO > Camorra, joint-venture tra Roma e Caserta. 15 in manette e 30 mln sequestrati

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La Camorra  investe nelle macchinette mangiasoldi. 15 in manette e 30 mln sequestrati da Caserta a Roma.

(Meridianaotizie) Roma, 29 ottobre 2013 – Associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di beni, usura, estorsione, illecita concorrenza con minaccia e violenza, detenzione illegale di armi, sono le accuse che il Gip del Tribunale di Napoli ha emesso nei confronti di 15 persone. È anche in corso il sequestro di beni mobili e immobili, società e disponibilità finanziarie, per un valore stimato pari a circa 30 milioni di euro.

Le indagini hanno consentito di accertare come il sodalizio dei Casalesi, partendo dalla provincia di Caserta, fosse riuscito a garantirsi, con la forza dell’intimidazione mafiosa, la gestione monopolistica e violenta del settore della produzione, installazione, distribuzione e noleggio delle cosiddette macchinette mangiasoldi, nonché l’esercizio organizzato delle scommesse e del gioco, non solo in Campania, ma anche nel Lazio e in alcuni quartieri della città di Roma. casalesi2

Trai romani c’è Mario Iovine che trasferitosi ad Acilia, aveva creato una fiorente attività investendo proprio nel settore delle macchinette creando un monopolio nel quartiere. Grazie infatti ad una joint-venture tra esponenti della criminalità casertana e imprenditori di Acilia legati alla malavita laziale, era riuscito ad espandere l’attività economica in maniera esponenziale

Dopo l’arresto Iovine detto “Rififì”, avvenuto nel maggio 2008, ha continuato ad essere attivo nel dare indicazione dal carcere ai suoi familiari che mantenevano la gestione effettiva dell’attività curando di rispettare i confini di Acialia, per non infrangere la fine delle relazioni societarie tra casalesi e romani.

Le investigazioni hanno anche consentito di accertare che il gruppo romano, per mantenere ed estendere il suo potere criminale ed economico, si è avvalso di un braccio armato e violento, composto da un nutrito e pericoloso gruppo di cittadini albanesi, definiti “i pugilatori”, tra i quali spiccava un ex campione italiano ed europeo dei pesi medio-massimi.

Cristina Pantaleoni

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