VIDEO > CNA festeggia il Tax Free Day: 279 giorni di lavoro l’anno per pagare le tasse a Roma

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A Roma il fisco pesa per il 71,48% sul reddito dell’impresa: un record, al confronto con le altre città italiane. A Milano la percentuale è del 63,35% e a Torino del 66,91%. è quanto emerge da un’indagine della Cna che è stata presentata questa mattina alla sede di via Massaia. Il primato del fisco sulle imprese romane, secondo l’indagine condotta dalla Cna, è dovuto soprattutto al peso dell’Imu.

(MeridianaNotizie) Roma, 7 ottobre 2013 – Gli imprenditori romani sono gli ultimi ad arrivare all’appuntamento col Tax Free Day, che hanno festeggiato oggi, 7 ottobre, spegnendo 279 candeline: tanti sono i giorni che quest’anno hanno lavorato per pagare le tasse. L’annoimprenditori scorso erano 261 e 243 nel 2011. A Torino ne bastano – si fa per dire – 251 (erano 244 l’anno scorso e 219 nel 2011); a Milano 246 (erano 231 l’anno scorso e 210 nel 2011). A fare i conti in tasca ai piccoli e medi imprenditori di Roma è stata la Cna, che oggi ha simbolicamente festeggiato con loro il Tax Free Day alla Casa delle Imprese di Garbatella: una giornata simbolo, che segna lo spartiacque tra i mesi di lavoro, impiegati solo per pagare le tasse, e quelli che restano fino alla fine dell’anno: su per giù 9 a 3. I numeri sono tratti dallo studio “Città che vai, fisco che trovi” condotto dalla Cna nazionale.

A Roma il fisco pesa per il 71,48% sul reddito dell’impresa: un record, al confronto con le altre città italiane. A Milano la percentuale è del 63,35% e a Torino del 66,91%. Il primato del fisco sulle imprese romane è dovuto soprattutto al peso dell’Imu, il cui costo medio per impresa sfiora i 7mila euro a Roma (6.919,83), il 37% in più di Milano (4.323,78 euro) e del 19% in più di Torino (5.575 euro). E poi c’è il capitolo salato della tassa tax free day1sui rifiuti, per la quale a Roma se ne vanno mediamente 4.850,03 euro, contro i 2.047,50 euro di Milano e i 3.517,29 di Torino. L’addizionale comunale Irpef vale a Roma tre volte tanto Milano (339,64 contro 113,21 euro) e l’11% in più di Torino.

Insomma, sono le imposte locali a fare la differenza. Nell’ultimo anno monitorato, l’aumento del fisco locale è stato del 7,04% per le imprese della Capitale, mentre la variazione delle tasse dovute allo Stato centrale è stata dello 0,62%. Un imprenditore, con un reddito di 48mila euro annui, nel 2012 ha speso in tasse 4.439,52 euro in più (+9,25%) del 2011, un collega torinese 3.906,13 (+8,14%) e un milanese 3.103,98 (+6,47%).

Servizio di Domenico Lista

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