VIDEO > Muore Luigi Magni, il cantore della Roma papalina. Dalla morte di Manfredi si era ritirato

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E’ comunque In nome del Papa Re del 1977, ancora interpretato dall’immancabile Manfredi, a segnare il riconoscimento da parte della critica che lo premia con il David di Donatello per la migliore sceneggiatura. La storia di un rivoluzionario anti-papale che scopre di essere figlio di un monsignore, ha quei toni amaro-picareschi che rendono il film una vera bandiera della Città Eterna.

(MeridianaNotizie) Roma, 289 ottobre 2013 – È morto, Luigi Magni. Un altro cantore di Roma lascia il panorama culturale capitolino e italiano. Sceneggiatore e soggettista, classe 1928, ha firmato come regista i tanti film che avevano raccontato la sua città: Nell’anno del Signore, In nome del papa re, Tosca.

Inizia la sua carrierea artistica con Age e Scarpelli come sceneggiatore per passare poi nel 56 a lavorare con i grandi cienasti italiani del tempo come Mario Monicelli, Luciano Salce, Carlo Lizzani, Alberto Lattuada, Bolognini, Mastrocinque, Pasquale Festa Campanile. Ma è la collaborazione e l’amicizia con Nino Manfredi che lo fanno salire agli onori della cronaca italiana. Un sodalizio che inizia nel 1969 con il primo film sulla roma papalina e risorgimentale, nell’Anno del signore, pellicola che racconta con ironia, in perfetto equilibrio tra farsa e dramma, le storie di gente comune e potenti d’oltralpe in dialetto romano. magni-luigi2

E’ comunque In nome del Papa Re del 1977, ancora interpretato dall’immancabile Manfredi, a segnare il riconoscimento da parte della critica che lo premia con il David di Donatello per la migliore sceneggiatura. La storia di un rivoluzionario anti-papale che scopre di essere figlio di un monsignore, ha quei toni amaro-picareschi che rendono il film una vera bandiera della Città Eterna.

Luigi Magni “è stato una grossa fetta della mia vita e carriera di attore. Perdiamo un vero e proprio riferimento culturale. Un uomo che ha amato la sua città come pochi. Che conosceva ogni sasso di Roma e ti spiegava il suo significato” racconta Gigi Proietti ricordando il regista. “Le parole di circostanza lasciano il tempo che trovano. Il dolore è forte” spiega Proietti che con Magni ha lavorato al cinema e in teatro

Tra i suoi film ricordiamo Per grazia ricevuta, La Tosca (1973) uno dei suoi affreschi storici musicali più riusciti, Quelle strane occasioni (1976), diretto a quattro mani con Luigi Comencini. Il film a episodi Esercizi di stile del 1996, ,La carbonara (2000) con Lucrezia Lante Della Rovere.

Dopo l’uscita del film tv La notte di Pasquino (2003) e con la morte di Nino Manfredi nel 2004, smette di girare pellicole. Sempre nel 2004 riceve al Tranifilmfestival il premio cinematografico ‘Stupor Mundi”, riconoscimento alla carriera ispirato alla figura di Federico II di Svevia. Nel 2008 riceve il David di Donatello alla carriera per celebrare i suoi 80 anni e i 40 di attività registica.

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