Sonia Super3, oggi disoccupata racconta 20 anni di trasmissione

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Ora Sonia Ceriola si ritrova disoccupata a 46 anni ma, avverte, “non mi fermerò di certo”.

(MeridianaNotizie) Roma, 9 ottobre 2013 – Sonia di Super3 è disoccupata. La conduttrice è stata il mito per alcune delle generazioni di ragazzi romani e del Lazio. Ma dopo la chiusura, a luglio di quest’anno, dell’emittente locale Super3 si è ritrovata senza più un lavoro. Mattina, pomeriggio e sera erano scanditi a Roma dal volto e dalla voce di Sonia di Super3, che conduceva programmi contenitore nel quale andavano in onda cartoni animati giapponesi (quella della “gloriosa” stagione di Jeeg Robot, l’Uomo Tigre e altri), intervallati da “La posta di Sonia” e “L’angolo delle chiacchiere” che raggiungevano anche 300mila spettatori a puntata. Erano in vendita bambole con le sue fattezze, così come i dischi con le sue canzoni della buonanotte.sonia super3 2

La Ceriola ha raccontato a La Stampa 20 anni di trasmissioni, interrotti bruscamente quando non sono più riusciti ad ottenere la concessione per le trasmissioni e Super3 è stata spenta, vittime del passaggio al digitale terrestre. “Erano 20 anni che andavo in onda. Ho iniziato nel 1993, per gioco, quando l’emittente si chiamava ancora T.R.E.. Fare tv non era la mia ambizione. Agli inizi ero anche un po’ imbranata di fronte alla telecamera: ho dovuto ripetere per ben 21 volte il mio primo annuncio, ancora lo ricordo – racconta Sonia –  Ma poi non mi sono più fermata, tanto è stato il successo di ascolti. Ripenso spesso a un Natale in cui i centrali andarono in tilt per le telefonate di auguri che ricevevo. E poi tanti incontri, tante emozioni. Una volta sono andata perfino in Romania, tra i bambini dell’orfanatrofio di Bucarest, a cantare la mia canzone della buona notte”.

A “La posta di Sonia” arrivavano circa 300 lettere al giorno e per “L’angolo delle chiacchiere” c’era una lista di attesa di almeno 30mila richieste. Sonia Ceriola è famosa suo malgrado anche per la bufala girata sul web che la voleva morta. “In trasmissione dovevo sempre specificare il giorno e la data per far capire che ero viva e vegeta. Poi questa storia è andata scemando, ma la considero un sintomo della piccola fetta di celebrità che mi sono guadagnata, almeno nel Lazio”.

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