Terra dei Fuochi, i vip adottano i comuni per non farli morire

2

Sulla pagina “La Terra dei fuochi non deve morire” attori, conduttori, sportivi, giornalisti e personaggi famosi hanno “adottato” ognuno uno dei comuni vittima della gestione criminale dei rifiutiterra dei fuochi 3

FIRMA LA PETIZIONE ON LINE

(MeridianaNotizie) Roma, 3 ottobre 2013 – La chiamano Terra dei fuochi per i roghi che si alzano dai cumuli di rifiuti tossici e sversati illegalmente, seppelliti negli anni dalla camorra (pagata dalle aziende del Nord che volevano sbarazzarsene) sotto case, scuole, campi sportivi, terreni agricoli.. Un triangolo della morte in Campania che continua a mietere vittime sul posto e mette a rischio la salute anche di chi non abita quei luoghi: in quelle terre si continua a coltivare, allevare e rivendere in tutta Europa. Nella Terra dei fuochi ogni giorno qualcuno si ammala di tumore, leucemia e altre malattie”. Selvaggia Lucarelli apre una pagina Facebook, che in poche ora raccoglie oltre 25 mila “Mi piace”

Non sarà una soluzione, ma anche il mondo dello spettacolo si è mobilitato per aiutare a puntare i riflettori sul caso. Sulla pagina “La Terra dei fuochi non deve morire” attori, conduttori, sportivi, giornalisti e personaggi famosi hanno “adottato” ognuno uno dei comuni vittima della gestione criminale dei rifiuti. Tutti hanno accettato di posare in foto con un cartello in cui oltre al nome del comune “adottato” compare la scritta “non deve morire”. “Perché questo territorio e la sua gente” – si legge nelle info della pagina – non muoiano avvelenati e dimenticati da tutti. Da Fiorello ad Alessia Marcuzzi, Emma, Caterina Balivo, Paola Perego, Antonella Clerici, Federica Pellegrini.

In appena quattro anni i codici 048, quelli per l’esenzione del ticket per malattie tumorali, nella sola area nord di Napoli sono passati da 61 a 236. Acerra, vertice del cosiddetto triangolo della morte, insieme a Nola e Marigliano, ha visto triplicare i casi di tumore. Polmone, colon retto, genitali. Perché la Camorra in Campania uccide anche senza pistola. E le vittime, come ricorsa Roberto Saviano  hanno nomi e cognomi. “Riccardo morto di tumore a 22 mesi. Alessia morta a 9 anni. Francesco a 14 anni. Mesia a 3 anni. Antonio a 9 anni. È la strage della “Terra dei fuochi”. Tutti bambini di Giugliano, Afragola, Succivo, Caivano, Marcianise, divorati dal cancro, in una terra avvelenata. Una terra che non fa sconti nemmeno a chi non ha avuto il tempo di macchiarsi di alcuna colpa. Una terra che ancora ama descriversi come amichevole e solare, ma che invece è dura e inclemente”

L’iniziativa è collegata a una pagina Facebook “La terra dei fuochi non è sola”.

Altre videonews su Cultura:

Roma Film Fest, ad aprire la kermesse l’“Ultima ruota” di Veronesi

VIDEO > Cari studenti universitari, monsignor Leuzzi invita alla speranza

Print Friendly, PDF & Email
Share.