Carceri, Cancellieri: aministia e indulto non riguarderanno Silvio Berlusconi

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Il ministro assicura di non aver ricevuto pressioni dal Colle e promette: ho le idee chiare su cosa fare. Rispetteremo i tempi chiesti dall’Europa

(MeridianaNotizie) Roma, 11 ottobre 2013 – Un’eventuale proposta di amnistia e indulto non riguarderà Silvio Berlusconi. A dirlo è il ministro della Giustizia, Annamaria Cancellieri, che alla domanda se fosse possibile ha risposto “penso proprio di no”. Il ministro ha anche assicurato di non aver avuto “nessuna pressione dal Quirinale”. L’ argomento è stato affrontato dalla Cancellieri in un’intervista su Radio24, dove al ministro è stato chiesto se “Berlusconi fosse fuori” dall’ipotesi di amnistia e indulto. “Il presidente – ha detto ancora, riferendosi al Capo dello Stato – vuole la forza di ragionare insieme, come accadde per il terrorismo, di ritrovare unità di intenti”. Un intento di pacificazione che richiama l’amnistia che fece Togliatti. “Allora – ha osservato il Guardasigilli – il Paese doveva ripartire, la situazione era estremamente dolorosa. Ora è meno dolorosa”, ma se un provvedimento di clemenza “serve per il Paese, va fatto. belusconi-carceri-cancellieri1

Quella di Togliatti è una linea: ho una sua foto nel mio ufficio”. Con l’amnistia di Togliatti, però, uscirono dal carcere anche assassini, stupratori, ladri. Su questo punto il ministro è stato categorico e ha assicurato: “No: assassini, stupratori, ladri non lasceranno mai il carcere“.  “Ho le idee chiare sulla legge da proporre”, ha continuato, sottolineando che il target potrebbe toccare i 20mila detenuti, come avvenuto in casi precedenti, e aggiungendo che il termine dei “quattro anni potrebbe essere una traccia”. Il ministro è poi intervenuto sul nodo con l’Europa, dicendo che “risolveremo i problemi delle carceri rispettando i termini”. Il riferimento era alla scadenza del maggio 2014 imposta dalla Corte di Strasburgo per l’emergenza del sovraffollamento carcerario.

La riforma della giustizia, ha continuato, riguarderà “carceri, processo civile e velocizzazione processo penale. Su questi temi faremo molto presto, un mese, due mesi per approntare alcuni provvedimenti e alcune leggi delega nel settore”. “Troppa giustizia spettacolo” – “La giustizia spettacolo è un problema – ha poi sottolineto -: in questi anni ci sono stati eccessi, momenti pesanti, ma non dimentichiamo quello che ha funzionato”. La Cancellieri ha inoltre ammesso: “Tortora è il caso che ha fatto più male, il primo e il più doloroso. Poi ce ne sono stati altri, ma non facciamo nomi”. Sulla violazione del segreto istruttorio le è stato chiesto se fosse un problema e il ministro ha risposto: “Sì, lo è”. Il Guardasigilli ha concluso dicendo che “è più difficile governare i magistrati che i prefetti: sono più gerarchizzati, più corporativi. Gli avvocati? Anche loro non scherzano”. Il riferimento ai prefetti riguardava il precedente incarico della Cancellieri, come ministro dell’Interno.

Cristina Pantaleoni

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