Decadenza Berlusconi, sì al voto palese. M5S esulta: ora si decida il giorno

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Per Nitto Palma non ci sarebbe stato più motivo di procedere in quanto “la corte d’Appello di Milano ha detto che l’incandidabilità è una sanzione amministrativa, e pertanto non è retroattiva.

(MeridianaNotizie) Roma, 30 ottobre 2013 –  Voto palese sì, voto palese no. Si è oramai arrivati alle battute finali per la seduta della Giunta per il Regolamento convocata per decidere sulle modalità di votazione per la decadenza dal mandato di parlamentare di Silvio Berlusconi. La decisione di votare a scrutinio palese sulla decadenza perché non sarebbe un voto sulla persona, ma sull’integrità del Plenum del Senato è passato con 7 voti a favore e 6 contrari. La giunta già stamane era orientata verso il voto palese dopo che Linda Lanzillotta (Sc), ago della bilancia in una situazione fino a ieri di pareggio (6 per il voto segreto da Pdl, Lega, Gal e Autonomie-Psi, e altrettanti per il voto palese da Pd, M5S e Sel) aveva dichiarato il suo sì a favore.

I lavori della giunta erano ripresi nella mattinata di oggi, dopo che la seduta di ieri era stata sospesa a causa dello scontro tra Pdl e Pd in seguito alle novità sulle motivazioni della sentenza di interdizione diffuse dalla corte d’appello di Milano. Infatti, secondo il presidente della commissione Giustizia del Senato Nitto Palma non ci sarebbe stato più motivo di procedere in quanto “la corte d’Appello di Milano ha detto che l’incandidabilità è una sanzione amministrativa, e pertanto non è retroattiva. Quindi da ragione a noi e non c’è motivo di andare avanti”. Ma alle pressioni di Berlusconi e del Pdl, affinché si affermi la non retroattività della legge Severino e ad una possibile nuova minaccia di instabilità del Governo, il premier Enrico Letta rispondendo a ‘Radio Anch’io’ aveva ribadito: “C’è bisogno che ci sia separazione fra le singole vicende giudiziarie e l’azione del Governo. La risposta – ha detto – è contenuta nel voto di fiducia del 2 ottobre”. A Berlusconi, ha spiegato Letta, “non è che devo rispondere oggi. La risposta è contenuta nel voto di fiducia del 2 ottobre. Ho chiesto la fiducia – ha aggiunto il premier – il Parlamento me l’ha data con largo consenso. E il pilastro di quel discorso era: l’Italia ha bisogno di ripresa, di un Governo e che ci sia separazione fra singole vicende giudiziarie e l’azione del Governo. Punto. Quella separazione era il 2 ottobre ed era la base sulla quale il Parlamento, a larga maggioranza, ha dato fiducia al Governo.      berlusconi

La decadenza che dovrà, poi, essere votata in Aula, probabilmente tra il 4 e il 15 novembre, sarà calendarizzata oggi durante la conferenza dei capigruppo convocata per la fine della riunione della Giunta. L’Aula del Senato ha già respinto, per alzata di mano (5 voti su 11), la proposta del M5S di votare la decadenza di Berlusconi il 5 novembre. Rimane quindi il calendario deciso dalla conferenza dei capigruppo che non accenna alla data di decadenza e che ha causato le ire di Beppe Grillo. Tuttavia il Movimento esulta per la vittoria del voto palese: “Vittoria! Con il voto palese la stella della trasparenza illumina il buio del Senato”, ha commentato Paola Taverna, capogruppo del Movimento 5 Stelle.

Il servizio di Antonella D’Angelo

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