Il Senato vota al fotofinish il dl contro il femminicidio: proteste di Lega, M5s e Sel

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Le nuove norme sono ora pronte per essere promulgate dal presidente della Repubblica e pubblicate in Gazzetta UfficialeRisparmio, primo ok Senato a tetto 30% voti fondazioni

(MeridianaNotizie) Roma, 11 ottobre 2013 -Passo in avanti per la lotta al femminicidio. L’Aula del Senato ha votato si al decreto legge che contiene le misure per il contrasto all’omicidio delle donne. Il testo è stato approvato a Palazzo Madama con 143 sì e 3 no.  Lega, M5S e Sel non hanno partecipato al voto. La votazione è proceduta a tempi record perché il provvedimento scadeva il 14 ottobre e ha destato diversi malumori nell’opposizione così come nella maggioranza. Le nuove norme sono ora pronte per essere promulgate dal presidente della Repubblica e pubblicate in Gazzetta Ufficiale. I senatori hanno approvato il dl tra malumori e polemiche bipartisan. Questo perché i deputati hanno inviato a Palazzo Madama il decreto legge per il contrasto al femminicidio a ridosso della scadenza e quindi in condizione di non poter apportare alcuna modifica al testo se non determinandone la decadenza.

“Siamo davanti all’alternativa se convertire un testo che ci è arrivato il 9 ottobre e scade il 14 malgrado ci siano degli errori o lasciarlo decadere”, ha detto prima del voto il presidente della commissione Giustizia Francesco Nitto Palma (Pdl). “Se decideremo di convertirlo – ha proseguito- la prossima settimana provvederemo ad inserire delle modifiche nel testo che stiamo esaminando sulla stessa materia in commissione. Qui siamo davanti al primo intervento di legislazione in materia penale fatto con un decreto legge”, ha concluso.
La presidente della commissione Affari costituzionali Anna Finocchiaro (Pd) ha invece criticato “la presenza di norme disomogenee” nel decreto legge “in violazione dei principi della Costituzione”. “E’ l’ultima volta che accettiamo qualcosa del genere: intendiamo seguire la Costituzione con l’articolo 77 e i numerosi richiami all’omogeneità dei decreti lanciati dal Quirinale”.

“Ci sono pochi precedenti di decreti in prima lettura mandati al Senato alla vigilia della scadenza. Non si verifichi più”, ha ammonito il capogruppo del Pdl Renato Schifani, annunciando.
Il presidente Piero Grasso ha messo fine alle polemiche: “Dobbiamo anche fare un po’ di autocritica – ha detto-  cerchiamo di mandare anche noi i provvedimenti in tempo utile alla Camera per consentirle di avere i tempi giusti per valutarli”. Il senatore del Movimento Cinque Stelle Francesco Campanella ha posto una pregiudiziale di costituzionalità alla conversione del decreto legge sul femminicidio. Secondo Campanella era necessario “prendersi, con responsabilità, un mese di tempo in più per esaminare ed eventualmente emendare la legge”. Ma la proposta è stata bocciata da una votazione dell’aula. I senatori Cinque Stelle si sono astenuti, tacciando il dl di essere un provvedimento “fritto misto”. Il riferimento è relativo alle province, Tav e vigili del fuoco che vi sono contenute.  I senatori di Sel hanno giustificato la loro astensione sostenendo che, “con l’alibi di una legge importantissima come quella contro il femminicidio, si contrabbandino misure che con il femminicidio non hanno nulla a che vedere e che andrebbero definite senza ipocrisia un nuovo ‘pacchetto sicurezza’”.

Luisa Deiola

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