Nasce Officine per l’Italia, intellettuali giornalisti e politici si uniscono al laboratorio del centrodestra

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Occupazione e reddito delle famiglie. Crisi demografica. Competitività del sistema Italia, industriale e produttivo. Identità nazionale, coesione politica. Unione economica e monetaria, legittimazione democratica delle istituzioni europee. Questi alcuni dei temi cardine di cui si discute e si discuterà, sul tavolo dei lavori del nuovo soggetto politico nascente.

(MeridianaNotizie) Roma, 9 ottobre 2013 – Prende ufficialmente il via, presso la sala della Regina della Camera dei deputati, il laboratorio politico “Officina per l’Italia”, la piattaforma culturale e programmatica lanciata da Fratelli d’Italia e aperta a tutte le anime del centrodestra, che sarà coordinata da Giuseppe Cossiga. Intellettuali, giornalisti, politici, esponenti della società civile, sono oltre 50 le personalità invitate al comitato politico e al comitato scientifico e che, insieme ai fondatori di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, Guido Crosetto e Ignazio La Russa, realizzeranno un manifesto politico-culturale per un nuovo centrodestra capace di affrontare le sfide che attendono l’Italia. Tra gli altri, sono presenti: Gianni Alemanno, Giulio Tremonti, Isabella Rauti, Luciano Ciocchetti, Adolfo Urso, Giulio Terzi di Sant’Agata, Magdi Cristiano Allam, Pasquale Viespoli, Luigi di Gregorio, Marco Marsilio, Francesco Biava, Galeazzo Bignami. officine-italia2

Occupazione e reddito delle famiglie. Crisi demografica. Competitività del sistema Italia, industriale e produttivo. Identità nazionale, coesione politica. Unione economica e monetaria, legittimazione democratica delle istituzioni europee. Questi alcuni dei temi cardine di cui si discute e si discuterà, sul tavolo dei lavori del nuovo soggetto politico nascente. Giorgia Meloni, aprendo la tavola rotonda alla presenza di un vasto e variegato parterre di presenti, ha detto: “C’è bisogno di un centro destra che sia fatto non di falchi e colombe ma di uomini e donne che abbiano il coraggio di affrontare questa stagione difficile. Abbiamo il compito di esorcizzare il rischio di un centrodestra che sia subalterno alla sinistra, che si limiti a smistare gli spacci dei poteri forti o governare col centrosinistra, o che muore ponendosi come unico problema Berlusconi, pur avendo il compito di costruire una eredità del centrodestra di Berlusconi. Officina Italia ha lo sopo di stilare un documento politico e culturale che abbia il compito di costruire un nuovo centrodestra. Chiediamo ai presenti di individuare con noi le criticità di questi tempi e di aiutarci a superarle. La forza di dire le proprie idee, e costruirme di nuove, è il comune denominatore di questo tavolo, pur nella sua eterogeneità.Le avanguardie politiche possono essere portare a sintesi solo in questo modo”.

Officina per l’Italia si costituisce su un doppio binario, come comitato scientifico e comitato politico: il primo avrà il compito di promuovere idee culturali attorno a cui fondare il nuovo centrodestra, senza vincoli di adesione al movimento politico, un gruppo di “liberi pensatori” che offrono contributo a una causa comune; il secondo, guidato dall’ingresso di Fratelli d’Italia nella nuova, più ampia realtà assieme agli altri soggetti, avrà il compito invece di predisporre il documento programmatico del nuova ampia coalizione di centrodestra. Due gli appuntamenti fondamentali dichiarati inaugurando il tavolo dei lavori di Officina per l’Italia. Anzitutto, la stesura del manifesto entro un mese, con l’obiettivo di presentarlo il 9 di novembre in occasione dell’anniversario della caduta del muro di Berlino. A gennaio, invece, verrà lanciato il primo congresso del centrodestra col metodo delle primarie. Nel periodo di mezzo, avranno luogo una serie di iniziative interregionali che coinvolgano l’intero territorio nazionale, sulla base di una suddivisione in 5 macroaree, al fine di raccogliere contributi dal territorio. Il manifesto, a quanto dichiarato, sarà viatico di quanti lo fondano e confluiscono nel nuovo movimento politico ma anche rispettoso per le sensibilità di chi si aggregherà provenendo da altre realtà. “Le risposte alla crisi non possono essere solo fare i compiti a casa – dichiara Gianni Alemanno, ex primo cittadino di Roma – il problema centrale è che non si esce dalla crisi se le riforme strutturali non vengono inserite in un contesto di ripresa nazionale, dalla competitività delle nostre imprese alla crescita dell’economia attraverso il mezzo euro; dalla scomparsa dei marchi campioni italiani, venduti ormai all’estero – come l’ultimo evento clamoroso della vicenda Telecom – alla difesa delle identità nazionali”.

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