VIDEO > “No porcellum Day” a Eataly, Giachetti continua lo sciopero della fame per cambiare la legge

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L’iniziativa voluta da Roberto Giachetti, vice presidente alla Camera, per tenere alta l’attenzione sulla riforma della legge elettorale.

(MeridianaNotizie) Roma, 31 ottobre 2013 – Il taglio della porchetta al motto di “Mangiamoci sto Porcellum” ha sancito l’inizio del No porcellum Day. L’iniziativa voluta da Roberto Giachetti, vice presidente alla Camera, per tenere alta l’attenzione sulla riforma della legge elettorale. Giachetti, al suo 25esimo giorno di sciopero della fame ha scelto come luogo del gesto simbolico, gli spazi di Eataly. Con lui amministratori locali e militanti del Pd romano e di officine per l’Italia.   no-porcellum4

No Porcellum Day – Ciocchetti (Ipp) : “Sono qui solo per sostenere l’iniziativa che Giachetti sta portando avanti per dire no a questa legge Porcellum e all’elezione attraverso liste bloccate, che ha tolto ai cittadini il diritto e il dovere di sceglire gli eletti e ha dato il potere ai leader dei partiti, destra, centro e sinistra di decidere prima delle elezioni chi viene eletto”. Così il leader di ‘Idee più popolari’, Luciano Ciocchetti, intervenendo all’iniziativa di mobilitazione nazionale ‘No Porcellum Day’, lanciata dal vicepresidente della Camera, Roberto Giachetti, per chiedere di superare l’attuale sistema elettorale. Ciocchetti “da anni” si batte perché “questa legge – che ha definito “infame”, “venga cambiata a favore di un’altra legge che consenta, la sera della fine delle elezioni, di sapere chi ha vinto e chi ha perso, e quindi permetta di conoscere chi deve assumersi la responsabilità di governare il Paese”. “Poi può essere il ritorno al Mattarellum, può essere la legge dei sindaci, che è quella che ha dimostrato di funzionare meglio – ha precisato Ciocchetti – ma l’importante è cambiare questa legge e tornare a dare ai cittadini il diritto di scegliere chi li deve rappresentare”. Alla conferenza, tenutasi presso la sala conferenze di Eataly, a Ostiense, erano presenti anche Giorgia Meloni, leader di Fdi, insieme al collega di partito Guido Crosetto, l’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno. “Penso che ognuno dovrà portare avanti ogni iniziativa utile a fare in modo che il Parlamento si smuova – ha aggiunto – Ma ci sono due ostacoli da superare: il primo sono capi dei partiti e l’altro i parlamentari, perché molti di quelli che oggi sono stati eletti col Porcellum, probabilmente non sarebbero rieletti con un’altra legge. Spero che la spinta da parte del presidente della Repubblica e iniziative come questa possano portare al più presto a trovare una risposta concreta a questo problema”.

No porcellum Day – Meloni (FDI) : Il Procellum è una legge “intollerabile contro la quale noi ci batteremo con tutti gli strumenti di cui disponiamo”. Così, Giorgia Meloni, leader di Fdi, presente oggi all’iniziativa organizzata nella sala congressi di Eataly e promossa da Roberto Giachetti, vicepresidente della Camera, per dire no al Porcellum. Meloni denuncia in particolar modo la scelta, che a lei risulta “non chiara”, “di calendarizzare la legge elettorale al Senato e non alla Camera, che aveva deliberato l’urgenza per prima”. Definisce questa decisione “una vergogna, che oltretutto espropria alcuni partiti presenti in parlamento, come Fdi, dalla possibilità di partecipare alla prima lettura della legge elettorale. E siccome Fdi, presente alla Camera e non al Senato, è uno dei gruppi che più si è battuto contro questa legge, probabilmente dava fastidio a qualcuno”. Il partito di Giorgia Meloni è stato infatti “uno dei primi a depositare una proposta di modifica di questa legge perché possa dare governi immediati sorretti da maggioranze solide, ma la proposta è finita nel cestino della buvette insieme a molte altre”. Il Porcellum secondo Meloni, “priva gli italiani della libertà di scegliersi i propri parlamentari e, contestualmente, mina alla fonte quella governabilità che tanto si va sbandierando”. Governabilità che, spiega, “non è distribuire poltrone a persone che non possono risolvere i problemi della nazione, ma dare agli italiani un governo sorretto da una maggioranza coesa e solidale e questo si fa modificando la legge elettorale. La verità è che i partiti principali non vogliono modificare il Porcellum – conclude – perché non vogliono rinunciare al diritto di nominare, al posto degli italiani, mille parlamentari che così rispondono ai capi del partito e non vogliono rinunciare alla possibilità di avere una maggioranza diversa tra Camera e Senato, perché questo blinda le larghe intese e consente ai due partiti principali di stare sempre al Governo”.

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