Allarme Codici: senza appuntamento il pediatra del Ssr non cura il neonato

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“Il pediatra mi ha fatto sapere che per visite avrei dovuto fissare un appuntamento nonostante mi fossi recata nel giorno e in orario di ricevimento. Mi ha spedito a casa, quindi, con la bambina ammalata’”, spiega la mamma della bimbapediatra 2

(MeridianaNotizie) Roma, 11 ottobre 2013 – Una situazione quella della sanità laziale che si sa è grave e che pone i cittadini in condizioni di forte disagio. Ma chi poteva pensare che anche in ambito pediatrico la situazione non è delle più rosee e pone pure i bambini in situazioni di forte malessere? E’ la realtà che mette in luce Codici attraverso la storia di Annalisa, madre di una bimba di pochi mesi a cui sono state negate le cure perché non aveva l’appuntamento.

Dopo aver verificato sul sito, messo a disposizione dalla Regione Lazio, www.poslazio.it un pediatra iscritto all’SSR che fosse quanto più possibile vicino al proprio domicilio, Annalisa si reca allo sportello della Asl RmA per portare a termine la pratica di iscrizione col pediatra. Qui le viene confermato l’indirizzo dell’ambulatorio medico al quale si reca con passeggino ed ombrello al seguito e dopo aver preso un giorno di permesso, retribuito parzialmente, dal lavoro. “Mi sono sorpresa quando, arrivata all’indirizzo segnalato dal sito poslazio e dalla Asl, non ho trovato un’indicazione che mi guidasse verso l’ambulatorio del pediatra – racconta Annalisa – così ho iniziato a chiedere ai condomini del palazzo”.  La ricerca non è stata semplice ma alla fine, leggendo i cognomi sui citofoni, è riuscita a trovare quello che le interessava. Un pediatra fantasma, quasi, perché all’indirizzo segnalatole non c’era l’ambulatorio, bensì l’abitazione privata del medico. La donna, che aveva urgenza di effettuare una visita alla bambina perché raffreddata e febbricitante, citofona all’abitazione del pediatra ma senza ottenere risultati. “Il pediatra mi ha fatto sapere che per visite e controlli avrei dovuto fissare un appuntamento nonostante mi fossi recata nel giorno e in orario di ricevimento. Mi ha spedito a casa, quindi, con la bambina ammalata’”.

Codici esprime profonda indignazione per una storia che suscita rabbia e anche tanta inquietudine, perché se si nega l’assistenza a un neonato ci si può aspettare davvero di tutto. “Una storia che ha dell’incredibile, in barba al famoso giuramento d’Ippocrate e a una deontologia che ogni medico dovrebbe avere – spiega codici con una nota – Questa giornata, poi, è costata non poco alla donna perché è stata costretta a contattare un pediatra privato spendendo 120,00 euro, ha perso una giornata di lavoro che le verrà retribuita parzialmente e ha corso il rischio che le condizioni della bimba, esposta al freddo e alla pioggia di queste ore, peggiorassero. Codici, pertanto, invia un Esposto alla Procura della Repubblica perché verifichi se nella Asl RmA ci siano situazioni simili a questa raccontata, abusi e anomalie che raggirano le norme vigenti a scapito dei pazienti”.

Luisa Deiola

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