Tor Vergata, denuncia shock dai sindacati: al pronto soccorso 70 pazienti anziché 16

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Nelle 2 stanze da 2 letti, sono ricoverati 10 pazienti in barella, 5 per stanza, nelle 2 stanze da 4 letti e nella piazzetta da 4 letti, sono ricoverati 45 pazienti in barella, 15 in ogni stanza, 6 barelle per lato e 3 barelle nel centro. Nella sala rossa con 4 postazioni sono ricoverati 7 pazienti, 3 per lato e 1 nel centropronto soccorso

(MeridianaNotizie) Roma, 4 ottobre 2013 – Una scenario da guerra mondiale, uno situazione paragonabile a una struttura sanitaria da terzo mondo che non ci si aspetta dalla città più bella e antica del pianeta. La condizione in cui versa, da qualche tempo, il pronto soccorso del policlinico Tor Vergata denunciata da un rappresentante delle Rsu è semplicemente scioccante: una settantina di pazienti sistemati là dove sono previsti al massimo 16 posti con un sovraffollamento che, affermano i sindacati, sta arrecando problemi di sicurezza e disagi ai pazienti costretti a restare in barella accalcati l’uno all’altro anche per giorni.

“Dal giorno della sua inaugurazione il pronto soccorso di Tor Vergata non ha mai funzionato – spiega il rappresentante – ma ora la situazione è davvero critica. Il reparto chiamato ‘Obi’ dove vengono trasferiti pazienti in attesa di ricovero può ospitare al massimo 16 posti letto. Ultimamente, però, i pazienti ospitati sono una settantina, con punte anche di 90, e tutti versano in condizione di forte disagio. Tale singolare metodologia di ricovero, fuori ogni ragionevole dubbio, lede la dignità dell’essere umano. Nelle 2 stanze da 2 letti, sono ricoverati 10 pazienti in barella, 5 per stanza. Nelle 2 stanze da 4 letti e nella piazzetta da 4 letti, sono ricoverati 45 pazienti in barella, 15 in ogni stanza, 6 barelle per lato e 3 barelle nel centro. Nella sala rossa con 4 postazioni, sono ricoverati 7 pazienti, 3 per lato e 1 nel centro. Come se non bastasse ci sono da aggiungere ulteriori ricoverati disposti lungo il corridoio tra le porte tagliafuoco e in ogni luogo possibile, arrivando anche a oltre 80 pazienti, sempre con lo stesso personale. Ed è ininfluente se sono in osservazione breve intensiva, oppure in attesa di ricovero, tutti convivono negli stessi spazi e della medesima assistenza.  Il cittadino costretto dalla sua disabilità fisica, si trova costretto a convivere, insieme ad altri sventurati pazienti, per giorni e giorni in barella in attesa di un letto, con bagni insufficienti per i fortunati che deambulano, e per gli altri cure igieniche in totale condivisione con il resto dei degenti e del personale. Inesistente lo spazio per mettere paraventi nelle stanze dove il lavandino è anche quello per il personale d’assistenza”.

Non è della stessa opinione Isabella Mastrobuono, direttore sanitario del policlinico di Tor Vergata: “La situazione è difficile ma non così drammatica. Il sovraffollamento dipende dal fatto che, come in tutti gli ospedali laziali, abbiamo meno posti letto di quanti ci spetterebbero. E’ ovvio che meno posti letto ci sono più tempo i pazienti devono aspettare e non è che possiamo mandarli a casa. Per questo li teniamo al Pronto soccorso. Al policlinico di Tor Vergata abbiamo 60 posti letto in meno, situazione dovuta anche alla carenza di personale sanitario. In terapia intensiva ad esempio abbiamo solo 7 posti letto contro i 20 che ci spetterebbero. Abbiamo delle difficoltà oggettive considerando che ogni giorno l’accesso al pronto soccorso è di circa 140 persone. Quello dei pazienti ricoverati in barella in attesa di un posto letto è un problema antico ma dire che sono in eccessivo sovrannumero è un’esagerazione. Ovvio che andrebbe risolto il problema dell’emergenza-urgenza. A tal proposito credo che la Regione stia facendo un buon lavoro, sta rivedendo le aree di maggior afflusso, le macroaree ed i centri come i nostri per cercare di ovviare ad una serie di problematiche. La nostra area, la Asl RmB, è quella con il minor numero di posti letto di tutto il Lazio, 1,8 per mille abitanti, ben al di sotto della media prevista.

Luisa Deiola

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