VIDEO > La crisi colpisce il Fatebenefratelli: a rischio posti di lavoro e servizi

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Alle prese con due bilanci in perdita, quelli del 2011 e 2012, la direzione generale ha deciso la messa a punto di un piano “estremo”

(MeridianaNotizie) Roma, 17 ottobre 2013 – Chiusura di alcuni servizi, ridimensionamento dell’attività e riduzione del personale. Questo è ciò che rischia l’ospedale Fatebenefratelli di fatebenefratelliRoma se la Regione Lazio, entro fine mese, non risponderà all’appello aprendo un tavolo di trattative costruttivo. A lanciare l’allarme il vicepresidente, Fra Giampietro Luzzato, e il direttore generale, Carlo Maria Cellucci.

Alle prese con due bilanci in perdita, quelli del 2011 e 2012, la direzione generale ha deciso la messa a punto di un piano “estremo” che prevede: la chiusura del servizio psichiatrico di diagnosi e cura, di dialisi e del centro trasfusionale. Verranno inoltre ridimensionate le attività di ricovero in convenzione, il servizio di rianimazione e terapia intensiva al territorio, la radioterapia e le attività terapeutiche oncologiche. E a fronte di una chiusura dei servizi si verrà così a creare una situazione di esubero: a rischiare sono 170 persone, tra dipendenti e consulenti.

“Oggi abbiamo comunicato alle organizzazioni sindacali lo stato di crisi, siamo particolarmente amareggiati per la decisione che siamo stati costretti a prendere, l’abbiamo fatto con grande sofferenza e contro la nostra filosofia – ha affermato Luzzato – Il cda ha preso la decisione, entro la fine di questo mese, però, chiederemo incontri serrati con organizzazioni sindacali ed istituzioni, per scongiurare il ridimensionamento. Licenziare il personale è una decisione angosciante, ma che deve essere presa per tornare in equilibrio con i conti.”

“Vogliamo si accendano riflettori sulla nostra struttura – ha aggiunto Cellucci – che sta attraversando momento difficile tale che sta rischiando la sopravvivenza. Ad essere a rischio non è solo la sopravvivenza della struttura, ma l’intero servizio sanitario regionale che sta per saltare. Questo comporterà gravi conseguenze: la sanità sarà privilegio per poche classi agiate, mentre la nostra missione è invece quella di offrire servizi e prestazioni alle classi disagiate, le persone deboli e fragili.”

Il servizio di Teresa Ciliberto

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