Atac, Micaela la pasionaria “scusateci per il disagio e scioperiamo insieme”

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Appello di Micaela Quintavalle ai cittadini romani, “noi siamo con voi, sempre e  comunque. Ribelliamoci a questo sistema fatto di gente corrotta e corruttibile che sta portando una azienda come l’Atac allo sfacelo piu totale”

(MeridianaNotizie) Roma, 27 novembre – Una lettera ai cittadini romani per “scusarsi dei disagi”, per annunciare la nascita di una nuova associazione Cambia-Menti M410 e per illustrare le prossime azioni che saranno messe in campo. Micaela Quintavalle, la paladina della rivolta degli autisti Atac, sceglie una lettera per parlare con i cittadini di Roma. quintavalle atac

“Carissimi utenti… carissimi cittadini di Roma ai quali mi rivolgo in particolare, sono Micaela Quintavalle e sono una autista dell’Atac. Una volta una collega  ha definito noi autisti dell’Atac dei semplici numeri. Delle matricole. E aveva  ragione. Noi siamo quei numeri – scrive – che ogni mattina accompagnano i vostri bambini a scuola  e che all’ora di pranzo li riportano a casa. Siamo quei numeri che vi conducono al lavoro e che la sera quando ormai il  cielo è cupo ed il traffico fitto vi riportano nel tepore delle vostre famiglie. Quando ne avete. Siamo quel numero con cui chiacchierare se invece vivete nella solitudine. Quel numero cui raccontate ogni particolare di una vita che per noi da  sconosciuta acquista pian piano spessore. Siamo quel numero che non può permettersi una vita sociale perche nemmeno con  24 ore di anticipo ricevera la comunicazione di dove, il giorno successivo, dovrà andare a lavorare”.

“Siamo quel numero – spiega – cui si chiede di cominciare il turno su marte e di terminarlo su venere. Con tutto lo stress e la perdita di tempo che ne consegue. Siamo quel numero che lavora la domenica per 6 euro in più, quando noi faremmo volentieri a meno di sei euro in più per stare con i nostri figli e la nostra famiglia. Siamo quel numero cui spetterebbero 15 giorni di ferie in estate scelti dall’azienda e altrettanti in inverno scelti da noi. Invece ci viene detto che  per mancanza di personale possiamo andare al mare solo 10 giorni l’anno mentre i più fortunati ne hanno altri 5 a Natale. Siamo quel numero che se rimane coinvolto in un incidente, o sta male per cose più serie , dopo 180 giorni vede dimezzata la sua entrata economica a fine mese. Quel numero per il quale nemmeno una diagnosi medica sembra avere valenza e potere. Siamo quel numero che per andare al funerale di una persona cara deve portare il certificato di morte. Siamo quel numero che per partecipare al matrimonio di un amico deve mostrare ai superiori la partecipazione. Siamo quel numero su cui viene esercitata una pressione psichica assurda  quando ci rifiutiamo di proseguire il servizio di trasporto pubblico locale con vetture a noi dire inadeguate. Siamo autisti professionisti e pensiamo in primo luogo alla vostra sicurezza. Siamo quel numero i cui diritti… i bisogni … le esigenze e la dignità non  sono stati minimamente tutelati dalla classe sindacale quasi interamente aziendalista… nè dall’azienda stessa.

Perchè vige un dictat: il DIVIDE ET IMPERA dal momento che , come diceva Gmorg, il cane nero della storia infinita di Michael ende al servizio del Nulla “è piu’ facile dominare chi non crede in niente. Noi vi chiediamo scusa. vi chiediamo scusa perche la maggior parte di voi è gente onesta. La maggior parte di voi dopo una giornata piena e dopo aver pagato un costoso biglietto per tornare a casa deve subire quotidianamente una odissea. Vorrei solo che passasse questo messaggio: noi siamo con voi, sempre e  comunque. Ribelliamoci a questo sistema fatto di gente corrotta e corruttibile che sta portando una azienda come l’Atac allo sfacelo piu totale. Giovedi 28 novembre alle ore 10:30 venite a manifestare sotto la sede di via Prenestina 45 con i colleghi della Roma-Lido… i pendolari e tutti noi lavoratori. Per vincere questa guerra abbiamo bisogno del sostegno di tutti voi utenti. Uno spettro si profila all’orizzonte…. una realtà dapprima solo intuita…. poi pensata e che oggi è invece fortemente percepibile sulla pelle di questa donna….è l’unione dei lavoratori e degli utenti di Roma….con tutto quello che mi si scatena dentro…. vi voglio bene”.

Serena Ingrati

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