Morti sulle strade, Aci: incidenti in diminuzione ma a morire di più sono gli ultraottantenni

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Secondo l’ultimo rapporto Aci gli incidenti stradali in Italia sono in diminuzione. Napoli e Venezia sono le città più rischiose e aumentano le vittime tra gli ultraottantenni

(MeridianaNotizie) Roma, 6 novembre 2013 – Secondo l’ultimo Rapporto Aci-Istat diminuiscono gli incidenti stradali in Italia. Ogni giorno sulle nostre strade si verificano 512 incidenti con 10 morti e 725 feriti. L’Italia conta più di 60 morti per incidente ogni milione di abitanti, mentre la media europea è 55. Anche se gli incidenti più gravi avvengono sulla rete extra-urbana il pericolo più consistente è in città, nonostante calo complessivo. Napoli e Venezia risultano le città più rischiose con 1,5 morti ogni 100 incidenti – la media nei grandi comuni è di 0,8 e Milano, Genova e Bari segnano appena 0,5. Il weekend è il periodo della settimana con maggiori probabilità di incidente, nelle notti tra venerdì e sabato si concentra il 42 per cento dei sinistri e delle vittime complessive delle ore notturne.  Tra i giovani 20-24enni si conta il maggior numero di morti e feriti, ma è tra gli ultraottantenni l’aumento più elevato dei decessi: +14 per cento rispetto al 2011 per gli 80-84enni e addirittura +25 per cento per gli 85-89enni. Aumentano le vittime tra i ciclisti (+2,5 per cento) e calano tra i pedoni (-4,4 per cento)”. incidente gra

“Questi numeri dimostrano che i progetti e le iniziative per la sicurezza stradale danno sempre buoni frutti – dichiara il presidente dell’Automobile Club d’Italia, Angelo Sticchi Damiani – ma nessuno può gioirne, perché 3.653 croci misurano ancora il fabbisogno di formazione per i conducenti e l’inadeguatezza delle nostre strade. Soprattutto in città bisogna fare di più, ma se il 95 per cento degli incidenti è imputabile al comportamento scorretto degli utenti della strada, continueremo a pagare con il sangue la domanda di mobilità del Paese finché non si attuerà una riforma del sistema educativo dei conducenti: serve un percorso di formazione continua che parta dalle scuole, si consolidi nelle autoscuole e si aggiorni periodicamente con i corsi di guida sicura, prevedendo abilitazioni progressive per auto più potenti”.

Serena Ingrati

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