Rame, furti in aumento del 12% nei primi 6 mesi del 2013. Il Lazio fra le regioni più colpite

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Un’emergenza a cui le Forze di Polizia hanno fatto fronte con un numero di denunce e/o arresti aumentato rispetto al 2011 del 48% nel Lazio, del 38,7% in Sicilia, del 65% in Emilia e del 79% in Campania

(MeridianaNotizie) Roma, 22 novembre 2013 – Oltre 3.400 denunce e 2.092 persone arrestate nel 2012. Nei primi 6 mesi del 2013 ci sono sfurti rametati 11.040 furti  ( +12,1% rispetto al  2012) per 2.720 soggetti denunciati (+41%) di cui 1.631 in stato di arresto. Questo è lo scenario delineato dalla conferenza nazionale sui furti di rame, ospitata dalla sede centrale di Ferrovie dello Stato.

Una tavola rotonda per fare il punto su una questione che riguarda l’intera Penisola. In particolare, nel 2012 le regioni più colpite sono state Lombardia, Puglia, Lazio, Sicilia, Campania, Piemonte, Toscana. Un’emergenza a cui le Forze di Polizia hanno fatto fronte con un numero di denunce e/o arresti aumentato rispetto al 2011 del 48% nel Lazio, del 38,7% in Sicilia, del 65% in Emilia e del 79% in Campania.

Secondo il capo della Polizia di Stato, Alessandro Pansa, “il fenomeno dei furti di rame dev’essere portato all’attenzione pubblica, per essere meglio affrontato. Ha una caratterizzazione particolare, coinvolge molti paesi, con operatori che si muovono sia a livello legale che illegale. È il frutto di una criminalità itinerante internazionale, che colpisce lasciando un vuoto enorme nelle strutture”.

Per intervenire, sottolinea Pansa, “la repressione non basta, ci vogliono forme efficaci di prevenzione necessarie per evitare che il rame sia ferroviepreso e riutilizzato, ci vuole un sistema per difendere chi lavora con il rame per evitare che diventi ricettatore.”

“Ogni anno ci sono ritardi equivalenti pari a 124 giorni a treno e questo significa 130 mila minuti di ritardi. – ha spiegato l’amministratore delegato di ferrovie dello Stato, Mauro Moretti – Il danno è maggiore per i clienti e per i pendolari, perché queste cose avvengono soprattutto di notte e i primi treni che vengono colpiti sono quelli della mattina, in alcune regioni come Lazio, Campania, Puglia, che vivono delle esperienze drammatiche e difficilmente assistibili. Bisogna insistere con il coordinamento per prevenire i furti con squadre di vigilanza sulle linee, che stiamo mettendo in campo, ma occorre anche dare qualche esempio forte di intervento punitivo a coloro che organizzano questi traffici”

Recentemente è poi arrivata anche la legge del 15 ottobre 2013, che prevede pene più severe per furti e ricettazione di metalli e materiale vario sottratto a infrastrutture che erogano energia, trasporti, telecomunicazioni o altri servizi pubblici. Rimane comunque un danno economico, per Ferrovie dello Stato, di 31 milioni di euro (di cui 12 per operazioni di ripristino della circolazione) nel triennio 2011-13.

La Redazione

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