Tifone Haiyan Filippine, rintracciati 4 italiani. Si teme per la vita degli altri 8

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Sono salvi i quattro italiani nelle Filippine contattati dalle Autorità italiane. Ancora nessuna notizia degli altri nove.

(MeridianaNotizie) Roma, 12 novembre 2013 – Durante un’intervista a “Radio anch’io”, il viceministro degli Esteri Marta Dassù ha dichiarato che le Autorità italiane sono riuscite a mettersi in contatto con tre dei dodici italiani che si trovano nelle Filippine. Fortunatamente stanno bene e sono salvi, a seguito del passaggio del tifone Haiyan, che ha provocato la morte di migliaia di persone e devastato il Paese.tifonefilippine

Solo nella città di Tacloban, secondo il responsabile delle operazioni delle Nazioni Unite Valerie Amos, i morti sarebbero 10mila. Nella zona i superstiti sono da quattro giorni senz’acqua, cibo, vestiti ed elettricità. I soccorritori stanno giungendo numerosi nelle ultime ore. Gli italiani presenti nelle Filippine sono 12, 9 dei quali ancora non contattati, sperando che sia a colpa delle comunicazioni precarie, a causa delle devastazioni. Secondo l’agenzia nazionale per i disastri, i morti accertati sarebbero 1.774, i feriti 2.500 e migliaia di dispersi, ma il numero è purtroppo destinato a salire. Ancora si deve verificare la condizione delle isole di Samae e Leyte, travolte dall’uragano alla sua forza massima e devastate da un’onda simile a quella provocata dallo tzunami.

Lo stato di calamità nazionale è stato proclamato dal presidente Benigno Aquino, allo scopo di poter accedere ai fondi extra per l’emergenza. Sono stati inviati 500 soldati per fermare bande armate che, approfittando della tragedia, saccheggiavano i convogli per gli aiuti e tutti i negozi.

Sempre nella città di Tacloban, l’aeroporto, quasi del tutto distrutto, è stato  parzialmente riaperto per accogliere i voli umanitari, e migliaia di persone lo hanno letteralmente assaltato per cercare un volo con cui fuggire. Verso le Filippine sono stati inviati viveri, coperte e medicine da tutto il mondo. I cittadini filippini residenti nelle varie parti del mondo stanno raccogliendo denaro da inviare nel loro paese d’origine. Intanto non si placa l’ira del maltempo: mentre si cerca di intervenire per aiutare la popolazione, sono attese nelle prossime ore nuove precipitazioni intense.

Aurelio Ponzo

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