VIDEO > Cresce l’integrazione tra nidi pubblici e privati, gli enti a confronto

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In merito ai rapporti con le istituzioni Giordano ammette: “In dieci anni è normale ci siano alti e bassi, stiamo lavorando con l’amministrazione comunale per rendere più fluido il rapporto. Non si può escludere che si possa arrivare a un sistema di certificazione.

(MeridianaNotizie) Roma, 22 novembre 2013 – A dieci anni di partnership tra pubblico e privato nella gestione degli asili nido il comune di Roma, Federlazio, Federsolidarietà Concooperative, Legacoopsociali Lazio e Agci Lazio tirano le somme di un sistema che con il passare degli anni si sta equiparando sempre più. Roma, in dieci anni è infatti riuscita a mettere in piedi un servizio di nidi integrato, grazie ai 4mila bambini ospitati dai nidi in convenzione. asilinido1

Bilancio positivo per Giuseppe Giordano della Federlazio: “Dieci anni positivissimi, perché il Comune di Roma ha messo in piedi 220 attività convenzionate in risposta alla necessità delle famiglie, creando circa 2500 posti di lavoro. La qualità fra nidi pubblici e privati ormai è uguale. È un’esperienza da incentivare in tempi di spending review”. In merito ai rapporti con le istituzioni Giordano ammette: “In dieci anni è normale ci siano alti e bassi, stiamo lavorando con l’amministrazione comunale per rendere più fluido il rapporto. Non si può escludere che si possa arrivare a un sistema di certificazione. Nei primi mesi dell’anno prossimo potremo uscire con qualche novità positiva”. Ci sono però criticità da affrontare, come rileva nel suo intervento Pino Bongiorno, presidente di Legacoopsociali Lazio: “Lo scenario legislativo l. 1044 del 1971 che ha dato il via agli asili nido, frutto di mobilitazione del mondo del lavoro e delle donne, e la legge regionale la n.59 del 1980 sono figlie di un mondo che non c’è più, appartengono perciò a una cultura che è stata superata. In questo senso la legge regionale n. 12 del 2011 che alza a 1:7 il rapporto fra educatore e bambini non va abrogata, altrimenti avrà una portata devastante per gli asili privati”. In ambito più generale Ciro De Geronimo, presidente di Confcooperative Lazio, chiede “una legge nazionale per riformare il tutto.Rimangono poi criticità sul Comune tra concessioni e convenzioni, stiamo lavorando su questo con la dottoressa Turchi”. Infine Eugenio De Crescenzo, responsabile per la regione Lazio dell’Associazione Generale Cooperative Italiane (Agci): “La capacità dei soggetti sociali di investire nei nostri figli è un elemento che ha portato ricchezza e buoni posti di lavoro, intercettando la richiesta delle famiglie. Famiglie che sono cambiate in questi anni e ora le esigenze sono diventate altre. In questi dieci anni i convenzionati hanno dato ottimi risultati. Su questa questione è importante un contributo istituzionale per portare sulla rete pubblica le risorse dei privati. Questo è un primo incontro a cui chiederemo di farne seguire altri”.

“A Roma paradossalmente non abbiamo particolare esigenza di nuove strutture per asili nidi, ma di personale che ci lavori”. A dichiararlo Alessandra Cattoi, assessore alla Scuola del Comune di Roma Capitale, questa mattina dai microfoni di Radio Città Futura. “Il problema è che non possiamo assumere le persone sia per i problemi finanziari del Comune di Roma, sia per la legge nazionale che impedisce di fare assunzioni sopra un certo numero, ogni anno, per gli enti locali”. “Da dicembre sarà dunque uno dei temi da discutere in assessorato – ha annunciato la Cattoi – con sindacati, operatori e le cooperative che gestiscono nidi convenzionati affinché si trovino dei modi per aprire asili nido, che vadano in po’ oltre quello tradizionale”.

La Redazione

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