VIDEO > Impianti a biomasse, con Partenariato Pubblico Privano arriva manuale operativo per le imprese

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Nel 2012 la quantità di energia rinnovabile consumata sul territorio nazionale è stata pari a quasi 27 mln di tonnellate equivalenti di petrolio e ha garantito il 15% dei consumi energetici interni complessivi

(MeridianaNotizie) Roma, 4 novembre 2013 – Biomasse. Questo il tema del quarto manuale curato da Asset Camera, Azienda speciale della CCIAA di Roma, che analizza alcuni casi studio con un approccio prettamente operativo e voluto per le aziende che si avvicinano al Partenariato Pubblico Privato per la prima volta. Si tratta di casi di studio reali in grado di rappresentare e descrivere il percorso attuativo, dalla progettazione all’utilizzo, analizzando rischi e opportunità.

In Italia, negli ultimi anni, si è assistito a una forte espansione delle fonti Energetiche Rinnovabili, soprattutto quelle per la produzione di energia elettrica, grazie ai meccanismi energie rinnovabiliincentivanti che hanno favorito una crescita nell’installazione di impianti fotovoltaici, eolici e a bioenergie. Nel 2012, in base ai dati comunicati dal MISE, la quantità di energia rinnovabile consumata sul territorio nazionale è stata pari a circa 26,818 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio e ha garantito il 15% dei consumi energetici interni complessivi. Nel 2008 non raggiungeva il 9% dei consumi.

La scelta di un manuale sulle bioenergie nasce dalla constatazione che, nella difficile situazione che la nostra economia sta attraversando, esistono opportunità derivanti da una profonda riconfigurazione del mercato. In Italia, tra giugno 2002 e giugno 2013, il mercato pubblico dei bandi di gara per il teleriscaldamento e gli impianti a bioenergie è rappresentato da 639 gare per un importo complessivo di 1,4 miliardi.

Come per i precedenti ( dedicati agli asili nido, agli impianti fotovoltaici e agli impianti di pubblica illuminazione), anche questo manuale di articola in 5 capitoli. Il primo è relativo all’inquadramento del settore rispetto alla definizione di “biomassa”, ovvero “la frazione biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui di origine biologica provenienti dall’agricoltura, dalla silvicoltura e dalle industrie connesse, comprese la pesca e l’acquacoltura, nonché la parte biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani”. Il secondo capitolo affronta l’analisi del mercato del teleriscaldamento e degli impianti a bioenergie, con particolare attenzione a quelli realizzati attraverso le diverse forme di cooperazione tra pubblico e privato nel nostro Paese, con l’approfondimento analitico delle iniziative d’importo superiore a 5 milioni di euro. Il terzo capitolo analizza, invece, tre casi di impianti a biomassa realizzati nel Lazio, in Toscana e in Emilia Romagna. Nel quarto si descrive il “come fare correttamente”, mentre nel quinto vengono riportate, in ordine cronologico, le principali norme approvate a livello europeo, nazionale e regionale.

Il servizio di Teresa Ciliberto

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