Tagli al Tpl nel Bilancio 2013, Codici: è necessario investire su linee fantasma

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La reazione di Codici ai tagli ai tasporti previsti dal bilancio 2013 di Roma Capitale. Più che tagliare, sarebbe necessario investire

(MeridianaNotizie) Roma, 5 novembre 2013 – Dopo una seduta di otto ore è stato approvato il bilancio 2013 di Roma Capitale. Tra i principali tagli quello di 59 milioni di euro che riguarda il settore della mobilità e dei trasporti. Questa la risposta di Codici, Centro per i diritti del cittadino: codici

La giunta, stanotte, ha varato il bilancio. Non si scherza, perché in gioco c’è la possibilità del commissariamento e il ritorno alle urne. I tagli di cui si parla sono pesanti, come quello di 59 milioni per la mobilità e il trasporto.

Ma se già il trasporto pubblico locale è inadeguato e insufficiente, come si fa a decidere di tagliare risorse? Più che tagliare, in realtà sarebbe necessario investire, viste anche le continue lamentele che avanzano i cittadini.

Nel quotidiano sono numerosi, infatti, gli autobus che “non passano mai” (come lamentano i cittadini), che quando passano sono stracolmi, soprattutto nelle zone centrali o in estate, quando neanche l’aria condizionata funziona e le attese arrivano anche a sfiorare i 40 minuti.

Numerosi utenti lamentano anche la circolazione di mezzi vetusti, come quelli blu, le corriere, che hanno i sedili di stoffa logorata e i corridoi stretti, dove in piedi entra solo una persona alla volta. Sono gli stessi autobus che hanno solamente due porte per far salire e scendere le persone, che quindi si accalcano provocando disagi e rallentamenti. Ma le lamentele riguardano anche linee specifiche, come quelle citate qui di seguito.

Il 766, che va dalla stazione di Trastevere fino a Grotta Perfetta. Se malauguratamente si perde, si può aspettare il successivo anche per 50 minuti. Il 3 su gomma, che collega la stazione Trastevere con la fermata metro Piramide, 10 fermate, non più di 18/20 minuti di viaggio, dovrebbe passare ogni sei minuti. Che nella realtà sono sempre almeno dieci, quando non 15 o perfino 20. Mattinata del 28 giugno a via Induno, direzione Piramide: dopo un’attesa di 17 minuti arriva il 3, pieno. Altri 11 muniti di attesa, il bus di nuovo pieno. Altri 8 minuti, finalmente c’è posto. In 36 minuti sono passati tre autobus della linea 3. E nessun 75, che in teoria dovrebbe partire ogni 14 minuti (Il Corriere della Sera, luglio 2013).

Non mancano neanche le reazioni aggressive: il 628, che taglia la città dall’Appio Latino allo Stadio Olimpico, non parte. L’autobus è fermo in mezzo alla strada, l’autista è al suo posto, tra lamentele e proteste, ma non mette in moto. Cosa è successo: un cittadino all’arrivo dell’autobus se la prende con l’autista dopo aver atteso mezz’ora alla fermata. Il conducente prova a giustificarsi, ma poi perde la pazienza e sceglie di sospendere il servizio (Repubblica, Romafaschifo.com, ottobre 2013).

“Questi sono solo pochi esempi di ciò che succede ogni giorni nella Capitale. Se si taglia ancora il servizio di trasporto pubblico la situazione precipiterà irreversibilmente – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici – i cittadini subiscono quotidianamente disservizi sempre più importanti che recano seri disagi. Più che tagliare, casomai, bisognerebbe investire”.

Serena Ingrati

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