VIDEO > Tasi, allarme dai sindaci differenza da Imu di 1,5 mld

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Molti Enti locali avevano però già portato a quel livello l’Imu sulle abitazioni diverse da quella principale, quindi dovrebbero di fatto annullare il gettito della Tasi per rientrarvi.

(MeridianaNotizie) Roma, 6 dicembre 2013 – La nuova “Imu” spaventa i sindaci. Allarmati da questa nuova tassazione che raggruppa la casa, la rifiuti e i servizi indivisibili dei Comuni (tra cui l’illuminazione, i servizi cimiteriali e la manutenzione delle strade) denunciano una differenza di 1,5 miliardi di euro rispetto al gettito Imu, di cui 500 milioni di euro legati alla mancanza delle detrazioni per i figli e un miliardo per compensare le minori aliquote applicate rispetto all’Imu. ANCI1

In particolare, secondo i calcoli dei primi cittadini è la Tasi, componente della Iuc, a non assicurare un gettito equivalente all’Imu. Nella versione inserita nella legge di Stabilità, infatti, la nuova Imposta unica prevede un tetto massimo d’imposizione al 10,6 per mille per la parte patrimoniale (Imu), la Tasi (servizi) e la Tari (rifiuti). Molti Enti locali avevano però già portato a quel livello l’Imu sulle abitazioni diverse da quella principale, quindi dovrebbero di fatto annullare il gettito della Tasi per rientrarvi.

“Mancano 500 milioni di euro per assicurare le detrazioni e manca un altro miliardo di euro per compensare le minori aliquote applicate rispetto all’Imu” ha sottolineato il presidente dell’Anci, Piero Fassino “Va approvata una soluzione nella Legge di Stabilità altrimenti nessun comune nel 2014 sarà in grado di fare i bilanci.”

Servizio di Cristina Pantaleoni

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