SEGUI LA DIRETTA > Letta chiede la fiducia alla Camera: sono qui per un nuovo inizio

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«Sono qui a chiedere la fiducia per un nuovo inizio». Così il premier Enrico Letta nel suo discorso alla Camera per le comunicazioni sulla «situazione politica generale». In Aula il governo è al gran completo. Letta siede tra i ministri Angelino Alfano ed Enrico Giovannini.

(MeridianaNotizie) Roma, 11 dicembre 2013 – «Ho la determinazione a lottare con tutto me stesso per evitare di rigettare nel caos tutto il Paese proprio quando sta rialzandosi: l’Italia è pronta a ripartire e è nostro obbligo generazionale» aiutare a farla, afferma il premier. «Il 2 ottobre a dispetto del voto finale mi sono rivolto a una nuova maggioranza politica, meno larga ma più coesa negli intenti. Oggi ciò che chiedo è di confermare quella fiducia per segnare anche una discontinuità e segnare bene un prima e un dopo», ha sostenuto Letta.

«Rivendico la positività del governo nei primi sei mesi, nei quali ho lavorato con con dedizione nonostante aut aut e minacce da cui ho cercato di tenere il governo al riparo. Un governo che dalla contrapposizione tossica tra nemici passa alla collaborazione sana tra avversari per archiviare un ventennio sprecato», ha sottolineato Letta.

Patto per il 2014. «La trasformazione politica in questi ultimi 7 mesi è la più radicale di tutta la II repubblica. C’è un prima e un dopo e poi una storia da scrivere. Lo può e lo deve fare il Parlamento pena la condanna alla paralisi. Oggi la coalizione è diversa ma più coesa e nelle prossime settimane proporrò un patto di governo il 2014», dice il premier che precisa: «La discussione all’interno della maggioranza servirà a declinare in modo più definito i punti del programma ma gli approfondimenti in maggioranza non rimetteranno in discussione i punti cardinali del lavoro per il 2014, su cui oggi vi chiedo la fiducia».«Il grande obiettivo entro il quadro tempistico dei 18 mesi è di avere istituzioni che funzionino e una democrazia più forte e più solida», aggiunge ancora Letta. letta

Le riforme. Enrico Letta ribadisce nel programma del governo l’abolizione delle province in Costituzione. Il premier, parlando alla Camera, fa anche un riferimento alla messa a punto del titolo V della Costituzione. «Sulla legge elettorale sottolineo due aspetti: deve evitare l’eccesso di frazionamento che ci condannerebbe all’ingovernabilità e garantire una democrazia dell’alternanza. L’obiettivo è un meccanismo maggioritario», sostiene Letta che chiede anche di ricreare «un e legame elettori ed eletti». Troppo tempo è passato dalle proposte fatte dal governo sull’abolizione del finanziamento pubblico dei partiti e perciò confermo la volontà di «completare definitivamente» questo percorso «entro l’anno con tutti gli strumenti a disposizione», promette il premier che assicura inoltre: «Nel 2014 completeremo riforma degli ammortizzatori sociali, in un clima di dialogo sociale, andando verso un sistema che privilegi il lavoratore rispetto al posto di lavoro».

L’economia. «Il 2014 sarà il primo anno con il segno più dopo il buio della crisi. Un risultato non scontato» che ci farà «incassare il dividendo della stabilità», ha detto il premier che inoltre ha assicurato: «Nel 2014 completeremo riforma degli ammortizzatori sociali, in un clima di dialogo sociale, andando verso un sistema che privilegi il lavoratore rispetto al posto di lavoro». Enrico Letta indica poi una crescita del 2% nel 2015 e rimarca la necessità di misure strutturali a sostegno della crescita a partire da un uso più razionale dei fondi Ue e dall’eliminazione di quei ‘colli di bottiglià che frenano le piccole e medie imprese. «Bisogna creare un clima favorevole agli investimenti – dice parlando alla Camera – sburocratizzando, semplificando e riformando anche la giustizia civile». «Il nostro debito pubblico è colossale e lo stiamo aggredendo. È importante perchè ce lo chiede l’Ue? Lo aggrediamo perchè ci costa troppo, nel rapporto tra debito e Pil paghiamo 90 miliardi di euro in interessi, soldi buttati», dice il premier. «Per la riduzione del costo del lavoro abbiamo cominciato con la legge di stabilità e qui alla Camera abbiamo deciso l’automatismo per cui i proventi della revisione della spesa e del ritorno dei capitali dall’estero vanno nella riduzione del costo del lavoro e lo inseriremo dopo il confronto con le parti sociali», continua. «Oggi più che mai l’Italia ha bisogno di competenza e passione, di valori e sensazioni di squadra. Serve fatica per riuscire, di giocatori che si fidano gli uni degli altri. Poche parole e buoni esempi», continua Letta per cui «ora non ci sono più alibi e si deve giocare all’attacco: non permetteremo che l’Italia sprofondi di nuovo».

I Forconi. «Questo parlamento repubblicano e le istituzioni esigono rispetto in periodi così amari», afferma Enrico Letta nel suo intervento ala Camera, riferendosi indirettamente alle affermazioni di Grillo sulla vicenda dei ‘forcone’. Il premier ribadisce anche la «fedeltà indiscussa» ai valori repubblicani delle forze dell’ordine. «Le istituzioni – sottolinea – esigono sempre rispetto e a maggior ragione in un tempo amaro in cui si tenta di immiserire questa aula con azioni e parole illegittime che avallano la violenza, mette all’indice i giornalisti e vuole fare macerie della democrazia rappresentativa e arriva ad incitare all’insubordinazione le forze dell’ordine».

La Redazione

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