VIDEO > “Il mio nome è Omar”, presentato il documentario di Laura Bastianetto e Gabriele Brocàni sui desaparecidos

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Il processo concluso nel 2011, non ha portato alla condanna dell’imputato.

(Meridiana Notizie) Roma, 25 gennaio 2014 – Quando la storia di un disaparecidos si intreccia con i limiti della giustizia italiana, è il caso di Omar Venturelli, tra le vittime della dittatura di Pinochet, la cui storia è diventata un film documentario dal titolo “Il mio nome è Omar”.OMAR 2

Gli autori Laura Bastianetto e Gabriele Brocàni, con le musiche originali di Luca Di Maio, attraverso le voci della moglie Fresia e della figlia Maria Paz, narrano le vicende dal desaparecidos di origini italiane scomparso a Temuco il 4 ottobre 1973, pochi giorni dopo il golpe. Una storia di resistenza da parte di Omar, ex sacerdote sospeso a divinis, “colpevole” di aver sostenuto la candidatura di Allende nel ’70.

Tuttavia la narrazione continua oltre  scomparsa di Omar fino al processo italiano, celebrato a Roma dopo 40 anni dal colpo di Stato cileno contro Alfonso Podlech Michaud, uno dei procuratori militari del regime, accusato della morte e della sparizione di Venturelli. Il processo concluso nel 2011, non ha portato alla condanna dell’imputato, un’ulteriore beffa per la famiglia che da anni lotta per avere giustizia.

Il servizio di Diana Romersi

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