A Carnevale ogni maschera non vale, i consigli del Bambino Gesù per rassicurare i più piccoli

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I genitori devono aiutare i propri figli a scegliere personaggi “positivi”. Risulta importante anche costruire il travestimento assieme a loro

 (MeridianaNotizie) Roma, 24 febbraio 2014 – Come ogni anno l’essenza del Carnevale è racchiusa nelle maschere. Questa ricorrenza dalle origini remote  coinvolge da sempre i grandi ma soprattutto i bambini. Ma dietro al gioco del travestimento possono nascondersi numerose insidie, poiché tale gioco può non essere del tutto compreso dai più piccoli. “Spesso il passaggio temporaneo da realtà a finzione non è immediato e la festa può trasformarsi in fonte di disagio”, spiega la dottoressa Simonetta Gentile, responsabile di Psicologia Clinica dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. Agli occhi del piccolo, cambiare l’identità anche se solo per gioco, rimane quindi una funzione legata al mistero. Il mascheramento, oltre a non risultare di immediatacarnevale bambini comprensione, a volte può anche trasformarsi in fonte di disagio e perfino di spavento, specialmente per chi non ha la piena consapevolezza del confine che intercorre tra realtà e finzione.  Tale disagio può portare il bambino ad aver paure delle maschere, una fobia simile a quella delle bambole.

Come può un genitore aiutare il proprio bambino nella scelta della maschera? “I più grandi – spiega ancora la dottoressa Gentile – amano travestirsi da personaggi famosi di film e fumetti. Aiutiamoli a scegliere personaggi che rispecchino valori positivi, senza eccedere nella ‘spesa’ per la maschera. Del resto, la fantasia del bambino è in grado di compensare ogni mancanza rispetto al costume perfetto”. Proprio questa ‘compensazione artigianale’, senza dover per forza ricorrere all’acquisto del mascheramento completo, può rappresentare un momento di condivisione con amici e genitori. Costruire il travestimento assieme a loro, sarà senz’altro fonte di allegria condivisa e soddisfazione. Allo stesso tempo, rappresenterà anche l’occasione per far esercitare i nostri bambini in azioni concrete (scegliere stoffe e cartoncini, tagliare, cucire e incollare) magari dopo aver visto le immagini su libri e computer al fine di integrare il concreto ed il virtuale, la realtà e la fantasia.

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