Autorità Anticorruzione, da Civit ad Anac. Il magistrato Raffaele Cantone eletto presidente all’unanimità dal Senato

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L’Anac valuta performance e trasparenza delle amministrazioni pubbliche e ha compiti di prevenzione della corruzione, ma non ha poteri sul piano repressivo né può comminare multe

(MeridianaNotizie) Roma, 27 marzo 2014 – La Commissione Affari Costituzionali del Senato ha approvato all’unanimità con 24 sì la nomina alla presidenza dell’Autorità Anticorruzione del magistrato Raffaele Cantone, che era stato scelto dal premier Matteo Renzi: “Cantone è un giudice in prima linea contro la camorra  e lo proporrò come riferimento contro la corruzione”, aveva affermato. ”Questo voto unanime da parte della Commissione del Senato è –  commenta il capogruppo del Pd in Commissione, Doris Lo Moro – il segno che, quando le nomine sono giuste, si riesce ad avere consenso anche oltre la maggioranza, anche se capisco che non può essere sempre così”.  E subito via Twitter è arrivato anche il plauso del premier: “Tutti i partiti, maggioranza e opposizione, hanno espresso voto unanime per il giudice Cantone all’Anticorruzione #lavoltabuona. Bene così”.         raffaele_cantone

L’Autorità Anticorruzione nasce come Commissione indipendente per la trasparenza delle amministrazioni pubbliche, acronimo Civit. Questa struttura è stata ora trasformata in Authority indipendente (Anac): un passaggio legato a parametri richiesti a livello internazionale, sancito dal decreto ‘Del Fare’. Dai comuni ai ministeri, sono circa 20mila gli enti che fanno riferimento all’Anac, tra enti centrali, territoriali, scuole, Asl, società economiche partecipate. Sono escluse le partecipate quotate in Borsa, la Corte Costituzionale, la Corte dei Conti e alcune agenzie fiscali.

L’Anac valuta performance e trasparenza delle amministrazioni pubbliche e ha compiti di prevenzione della corruzione. Non ha poteri sul piano repressivo né può comminare multe. La prevenzione si basa soprattutto sulla trasparenza, in quanto tutti gli enti pubblici devono dotarsi di un responsabile anticorruzione e devono adottare un piano triennale di prevenzione della corruzione che doveva essere inviato all’Anac entro il 31 gennaio 2014. Tuttavia, numerosi sono stati gli inadempienti, in particolare si è verificata una tendenza all’autoescludersi dai controlli da parte degli enti più grandi. Punto debole dell’Authority è il versante repressivo, poiché non risulta ancora chiaro chi debba iniziare la procedura sanzionatoria, in quanto i sospetti episodi corruttivi vanno comunicati all’autorità giudiziaria. L’Anac ha predisposto un piano nazionale anticorruzione e linee guida alle quali gli enti pubblici dovrebbero uniformarsi. Punti cardine sono la rotazione triennale dei dirigenti negli uffici sensibili (come l’ufficio gare e l’ufficio acquisti), e il divieto di doppio incarico per gli amministratori locali, sancito dalla legge Severino. L’incompatibilità riguardante gli incarichi, in un primo momento affidata a Civit era stata poi trasferita ad Aran e Funzione Pubblica, per essere di nuovo riportata tra le competenze dell’Autorità Anticorruzione dal decreto ‘Del Fare’. Tuttavia, chi non rispetta questi parametri in realtà non rischia nulla, al massimo si vedrebbe recapitare un richiamo.      anac

Riguardo al budget, quello dell’Anac è composto da fondi statali pari a 4,5 milioni l’anno. E’ il Governo che indica i nomi dei commissari, i quali verranno poi validati dalle commissioni Giustizia e Affari costituzionali tramite una procedura parlamentare. Attualmente, al presidente spetta un compenso di 180mila euro lordi l’anno, mentre agli altri due commissari di 150mila. Tra personale distaccato da altre amministrazioni e addetti a tempo determinato, gli attuali dipendenti dell’Authority sono una ventina per un costo lordo annuo di stipendi pari a 650mila euro. Infine, ci sono una quindicina di dipendenti, tra consulenti ed esperti, con compensi che variano a seconda della durata del rapporto: la cifra più alta presente sul sito riguarda una consulenza giuridica sui contratti nella Pa e ammonta a 45mila euro per 12 mesi.

Il servizio di Antonella D’Angelo

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