VIDEO > Maxioperazione antidroga tra Italia e Brasile, da Gdf 44 arresti e sequestrate 2 tonnellate di cocaina

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Per trasportare la cocaina veniva usata la tecnica del “rip-off”, ovvero collocando la droga all’interno di borsoni posti all’ingresso dei container per rendere immediato ed agevole il loro recupero nei porti di destinazione o di transito.

(MeridianaNotizie) Roma, 20 marzo 2014 – Sono scattate le manette per 44 persone dedite al traffico internazionale di stupefacenti. Le indagini, durate quasi due anni e coordinate dalla procura di Reggio Calabria e dalla procura federale dello Stato di San Paolo  del Brasile, hanno permesso di incriminare diverse organizzazioni  e di sequestrare circa 2mila kg di cocaina purissima. Le organizzazioni, coordinandosi tra loro, riuscivano ad esportare enormi quantitativi di droga dal continente sudamericano (Brasile, Perù, Ecuador, Colombia), verso i più importanti porti europei. Due sono stati i filoni collegati alle indagini: l’operazione “Buongustaio” coordinata dalla Procura di Reggio Calabria, e la “Monte Pollino” coordinata dalla Procura di San Paolo del Brasile. Il filone italiano dell’inchiesta ha riguardato un sodalizio criminale di matrice ‘ndraghetista collegato alle cosche Ietto – Cua – Pipicella, operanti nella ionica reggina, che acquistava ed importava dal Sud America enormi quantitativi di cocaina a bordo di navi mercantili provenienti principalmente dal Brasile e dal Perù. Pasquale Bifulco, soggetto già noto alle forse dell’ordine come narcotrafficante internazionale, è risultato essere il promotore e direttore di questo sodalizio.catanzaro2

Bifulco gestiva personalmente i rapporti con i fornitori Sudamericani e avvalendosi della collaborazione di Vito Francesco Zinghinì, anch’egli già noto alle forse dell’ordine nel settore degli stupefacenti. Sfruttando la sua esperienza di broker della cocaina, Bifulco entrava in contatto con altre importanti organizzazioni di narcotrafficanti, tra cui quella operante in Olanda e capeggiata dal montenegrino Vladan Radoman, con il quale realizzava una vera e propria joint venture per l’acquisto e il trasporto della cocaina dal Sudamerica. Tutto mediante la tecnica del “rip-off”, ovvero collocando la droga all’interno di borsoni posti all’ingresso dei container per rendere immediato ed agevole il loro recupero nei porti di destinazione o di transito. Le indagini svolte dal gruppo operativo antidroga della guardia di finanza di Catanzaro con il supporto tecnico e operativo di Roma hanno permesso di individuare i canali di rifornimento e di importazione della droga, così da consentire l’intercettazione di numerosi carichi di cocaina, sia direttamente nei paesi di origine che nei vari porti europei di destinazione. Una volta lavorata e immessa in commercio, la droga sequestrata avrebbe fruttato circa 200 milioni di euro all‟ingrosso e 400 milioni di euro al dettaglio.

Il servizio di Teresa Ciliberto

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