F1: a vent’anni dalla sua scomparsa rimane il mito immortale di Ayrton Senna

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In dieci anni di carriera Senna stabilì una serie impressionante di record e fu tre volte campione del mondo.

(MeridianaNotizie) Roma, 1° maggio 2014 –  Gran Premio di San Marino all’autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola del 1° maggio 1994. Erano le 14:17 quando il campione brasiliano di F1 Ayrton Senna, a causa del cedimento del piantone dello sterzo, uscì di pista ad altissima velocità alla curva del Tamburello choccando il mondo con la sua morte. La monoposto impazzita si schiantò a 300 all’ora. I soccorsi in pista, i teloni a coprire il corpo inerte a terra, la corsa in ospedale a Bologna, la speranza che segue l’elicottero in volo. Ma tutto risultò invano e alle 18.40 il suo cuore cessò di battere: fatale gli fu la frattura alla base cranica. La tragedia, attraverso le tv, arrivò ovunque lasciando un mondo e un Paese, il Brasile, nel dolore. Senna se ne andò così, quel pomeriggio di 20 anni fa, facendo la cosa che amava di più: andando al massimo in velocità. A 34 anni compiuti, aveva già vinto tre mondiali ed era il miglior pilota in circolazione. Solo il francese Alain Prost sembrava potesse insidiarlo, ma lui era il più forte e sicuramente il più veloce in pista, soprattutto sul terreno bagnato.      Ayrton_Senna

Quel weekend del 1994 iniziò con troppi brutti presagi, tanto che quella domenica il campione brasiliano voleva quasi rinunciare a correre sulla pista imolese. Le prove iniziate in malo modo già dal venerdì, con l’incidente senza conseguenze di Rubens Barrichello, furono funestate il sabato dall’incidente mortale del pilota austriaco Roland Ratzemberger alla curva Villeneuve sconvolgendo tutti, Senna per primo. Il campione brasiliano corse i sette giri del Gp, prima dello schianto, con la bandiera dell’Austria nella macchina: avrebbe voluto sventolarla al traguardo in caso di vittoria per omaggiare il pilota scomparso. Quella bandiera fu ritrovata nella Williams sporca del suo sangue.

Senna non era uno come tanti: era un predestinato, un campione. Classe 1960, Ayrton Senna da Silva era figlio di una famiglia benestante di San Paolo in Brasile ed ebbe modo di avvicinarsi molto precocemente al mondo dell’automobilismo, tanto che già a tredici anni iniziò a gareggiare nei kart. Dopo aver scalato le formule minori, Ayrton esordì in Formula1 nel Gran Premio del Brasile nel 1984 alla guida della Toleman-Hart. Aveva ventiquattro anni e nel corso della sua prima stagione riuscì ad ottenere, per la piccola scuderia inglese, risultati straordinari: il secondo posto nel Gran Premio di Monaco disputatosi sotto un nubifragio. Ciò che caratterizzò la sua carriera iniziò da lì: le sue spettacolari imprese sotto la pioggia e l’eterna rivalità con Alain Prost. In dieci anni di carriera Senna stabilì una serie impressionante di record: 161 premi con 65 pole position, 41 vittorie, 19 giri veloci, 87 partenze dalla prima fila, 96 piazzamenti a punti e 80 podi. Gareggiò con la Lotus (alla quale passò nell’85), con la McLaren (dal 1988) e, infine, con la Williams dal 1994. Con la McLaren vinse tre titoli mondiali: nel 1988, con una gara d’anticipo a Suzuka in Giappone, nel 1990 e nel 1991. Dopo la morte del pilota brasiliano alla curva del Tamburello, la F1 ha cambiato regolamenti e circuiti per aumentare la sicurezza. Da allora non ci sono più stati incidenti mortali.   senna-champion

Dall’1 al 4 maggio Il circuito di Imola ospiterà l’Ayrton Senna Tribute 1994/2014, al quale sarà presente anche la scuderia Ferrari al gran completo. Luca di Montezemolo, presidente della casa di Maranello, a 20 anni dalla scomparsa di Senna, ha svelato un retroscena che avrebbe portato il pilota brasiliano al volante di una Rossa: “Lui voleva la Ferrari e io lo volevo in squadra. Mi disse in modo chiaro che voleva chiudere la carriera alla Ferrari dopo esserci andato vicino qualche anno prima”. Non importava quale sarebbe stato il colore della macchina con cui avrebbe gareggiato, Ayrton Senna, con il suo carattere carismatico e quel sorriso malinconico, era seguito e amato dai tifosi e  rimarrà sempre un idolo per tutti gli appassionati di F1.

Il servizio di Antonella D’Angelo

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