Sequestrati a Formigoni case e conti correnti. Associazione a delinquere e corruzione le accuse

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L’ordine di sequestro per un valore equivalente a 49 milioni di euro è stato disposto dal gip a recupero del presunto profitto illecito di Formigoni in ordine ai reati di associazione per delinquere e corruzione di cui è accusato insieme al suo convivente Paolo Perego nell’ambito del procedimento Maugeri e per i quali è stato rinviato a giudizio lo scorso 3 marzo.

(MeridianaNotizie) Roma, 10 aprile 2014 – La guardia di finanza sta eseguendo un sequestro preventivo di conti correnti e immobili per un valore di 49 milioni di euro (tra cui una villa in Sardegna ad Arzachena) dell’ex presidente regionale Roberto Formigoni e del suo amico Alberto Perego nell’ambito del procedimento sul caso Maugeri. Il sequestro è stato disposto dal giudice per le indagini preliminari Paolo Guidi su richiesta dei pubblici ministeri Laura Pedio, Gaetano Ruta e Antonio Pastore.

L’ordine di sequestro per un valore equivalente a 49 milioni di euro è stato disposto dal gip a recupero del presunto profitto illecito di Formigoni in ordine ai reati di associazione per delinquere e corruzione di cui è accusato insieme al suo convivente Paolo Perego nell’ambito del procedimento Maugeri e per i quali è stato rinviato a giudizio lo scorso 3 marzo. MEETING RIMINI 2008 SECONDA GIORNATA

Il «prezzo» della corruzione nel caso Maugeri contestata all’ex Governatore lombardo Roberto Formigoni, al suo amico Alberto Perego e ad altre persone, tra cui i presunti intermediari Pierangelo Daccò e Antonio Simone, sarebbe di circa 49 milioni di euro. È quanto emerge in relazione al sequestro per equivalente (per 49 milioni appunto) disposto dal gip di Milano Paolo Guidi a carico di Formigoni e Perego. Al senatore del Ncd, da quanto si è saputo, sono stati sequestrati conti correnti, una villa e alcuni immobili.

Il processo si aprirà il 6 maggio davanti alla Decima sezione penale del Tribunale di Milano. Con Formigoni saranno imputati, a vario titolo, di associazione per delinquere, corruzione e riciclaggio, anche il faccendiere Paolo Daccò (che sta già scontando dieci anni di reclusione per la bancarotta dell’Ospedale San Raffaele), l’ex assessore regionale Antonio Simone, l’ex direttore amministrativo della Fondazione Maugeri, Costantino Passerino, l’ex direttore generale della Sanità della Regione Lombardia, Carlo Lucchina, l’ex segretario della Regione, Nicola Maria Sanese, l’amico e convivente di Formigoni nella residenza milanese dei Memores Domini, Alberto Perego, e altre tre persone.

Secondo le accuse della procura, Formigoni avrebbe garantito una «protezione globale per la Maugeri, a fronte di illecite remunerazioni» e si sarebbe prodigato «affinché fossero adottati da parte della Giunta» della Regione Lombardia provvedimenti ad hoc violando i doveri di «esclusivo perseguimento dell’interesse pubblico». Formigoni ha sempre negato di aver favorito i rimborsi alla Fondazione Maugeri e di aver intascato soldi o «altre utilità» in cambio del trattamento di favore. Ma secondo i magistrati di Milano non è così. L’ex governatore della Lombardia avrebbe garantito alla Fondazione di Pavia finanziamenti per circa 200 milioni di euro. In cambio dei quali Formigoni avrebbe ottenuto «utilità economiche» per circa otto milioni di euro: vacanze ai Caraibi pagate, affitto di una villa ad Antigua, viaggi aerei per oltre 18mila euro, uso esclusivo di uno yacht dal giugno 2007 a ottobre 2011, un mega sconto di circa quattro milioni di euro per l’acquisto di una villa ad Arzachena, in Sardegna.

La Redazione

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