VIDEO > Albergatori in piazza contro aumento della tassa di soggiorno: tsunami per il turismo

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Per Traldi, presidente di Albaa: “Aumentare le tasse del 50%, da 2 a 3 euro, “sarebbe uno tsunami: le famiglie non sceglierebbero più Roma ma un’altra capitale come Londra, dove non c’è la tassa”

(MeridianaNotizie) Roma, 8 aprile 2014 – “La tassa ci ammazza, per questo siamo in piazza”: per la prima volta nella storia manifestano gli albergatori di Roma, contro l’aumento della tassa di soggiorno per gli hotel annunciato dal sindaco Ignazio Marino. Circa 150 i manifestanti tra Federalberghi Roma, Faita (turismo all’aria aperta) Albaa (b&b e affittacamere) Fiavet (agenzie di viaggi) Fipe (pubblici esercizi) Sib (balneari) e Confesercenti-Assohotel. “Roma Capitale non farti del male”, “Il turismo è una ricchezza, difendiamolo!”, “No all’aumento della tassa sul turismo” i messaggi lanciati dagli striscioni in piazza SS. Apostoli, insieme alle bandiere delle associazioni.  PROTESTA-ALBERGATORI2

“La tassa ci manderebbe in fuorigioco – denuncia il presidente di Federalberghi Roma Giuseppe Roscioli – alzarla fino a 5, addirittura 10 euro al giorno sarebbe pericoloso per la Capitale”. I soldi necessari per il bilancio capitolino, suggerisce Roscioli, “andrebbero presi da iniziative alternative come l’aumento del prezzo dei musei Capitolini o una diversa gestione dell’ingresso al Colosseo: perché per la Torre di Londra si pagano 26 euro e per l’anfiteatro solo 10?”. In più, il presidente propone a Marino e all’assessore al Commercio Marta Leonori di “riportare nella legalità i fenomeni abusivi, recuperando altre risorse”. L’appello è condiviso dal presidente di Albaa Federico Traldi: “Nell’extra alberghiero, tra B&B e case vacanza abbiamo circa 5.000 strutture in regola, che producono 1 milione di euro l’anno di entrate, e quasi altrettante ‘sommerse’, che intascano la tassa senza versarla”. Aumentare le tasse del 50%, da 2 a 3 euro, “sarebbe uno tsunami: le famiglie non sceglierebbero più Roma ma un’altra capitale come Londra, dove non c’è la tassa”. Per Traldi bisognerebbe fare come a New York, con la City Tax sugli scontrini: “Riguarderebbe tutti i turisti, non solo quelli che pernottano e aumenterebbe le entrate con una piccola sovrattassa. Così si potrebbe abbassare la Tasi”.

Servizio di Cristina Pantaleoni

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