VIDEO > Camorra, nuovi sequestri al clan Righi. Sigilli ad altri locali capitolini

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Tali attività commerciali, formalmente gestite da un cittadino cubano, sono risultate riconducibili ad A.M. classe 45, soggetto che negli anni 90 aveva fornito un contributo determinante alle attività di reimpiego di proventi illeciti, gestite a Roma dai fratelli RIGHI

(MeridianaNotizie) Roma, 11 aprile 2014 – I Carabinieri del comando provinciale di Roma hanno eseguito un ulteriore decreto di sequestro anticipato dei beni ex articoli 4, 16 e segg. D.lgs. 6 settembre 2011 n. 159, emesso dal Tribunale di Roma – sezione misure di prevenzione, nei confronti del gruppo societario riconducibile agli imprenditori napoletani Luigi, Antonio e Salvatore Righi, arrestati dai militari del Nucleo Investigativo di via in Selci nel gennaio scorso, in quanto ritenuti responsabili di attività di riciclaggio svolte nella gestione di decine di ristoranti e pizzerie ubicate nelle principali vie del centro storico della Capitale, sottoposte pertanto a sequestro di prevenzione, su richiesta della Procura della Repubblica – DDA di Roma e oggi gestite dagli amministratori giudiziari nominati dal Tribunale. cc4

Il nuovo provvedimento di sequestro colpisce alcuni immobili in provincia di Napoli, una gelateria sita in via del Tritone e una società di Reggio Calabria, attiva nella vendita e noleggio di mezzi agricoli e di movimento terra, tutti beni risultati riconducibili ai fratelli Righi, nonché ulteriori 4 bar – pizzeria – gelateria, ubicati nel pieno centro di Roma, via Agonale (piazza Navona), piazza Sant’Apollinare e vicolo del Bottino (piazza di Spagna). Tali attività commerciali, formalmente gestite da un cittadino cubano, sono risultate riconducibili ad A.M. classe 45, soggetto che negli anni 90 aveva fornito un contributo determinante alle attività di reimpiego di proventi illeciti, gestite a Roma dai fratelli RIGHI e che per tale ragione è indagato nel procedimento penale dell’A.G. di Napoli che ha portato all’arresto dei tre imprenditori napoletani. I beni sequestrati hanno un valore stimato di circa 7 milioni di euro.

Servizio di Mariacristina Massaro

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