VIDEO > Operazione “Dolly Card”, incassavano 100mila euro al giorno clonando carte di credito. Arrestati

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A dirigere le operazioni dalla Capitale Stanislav Krumov Stanislavov ritenuto dagli inquirenti il ‘capo‘ della banda, assieme all’unica donna Kirikova Zornitza Lozanova e all’unico italiano coinvolto Giuseppe Donato. 

(MeridianaNotizie) Roma, 14 aprile 2014 Un giro d’affari da 100mila euro al giorno. A mettere fine alle attività illecite di un’associazione per delinquere transnazionale finalizzata alla clonazione di carte di credito e intercettazione abusiva di dati informatici e telematici, i Carabinieri della sede provinciale di Roma. A presentare i risultati dell’operazione Dolly Card presso il Comando Antifalsificazione Monetaria, il procuratore Aggiunto Nello Rossi,  e il comandante dei Carabineri dell’Antifalsificazione Monetaria, Francesco Ferace. Vittime preferite della banda i turisti nella Capitale, con i sofisticati congegni per clonare codici e pin collocati per lo più negli istituti bancari del Centro Storico come in via della Scrofa, via Sistina, via di San Giovanni in Laterano. I Carabinieri, in collaborazione con Europol e con il Sans – Servizio di Sicurezza Nazionale della Bulgaria, hanno emesso nel fine settimana  a 7 ordinanze di custodia cautelare in carcere e mandati di arresto europei emessi dal Gip del Tribunale di Roma nei confronti dei responsabili dell’associazione per delinquere. bulgaria3

Quindici i soggetti denunciati in stato di libertà per gli stessi reati che si vanno ad aggiungere alle 21 persone arrestate in flagranza di reato durante lo sviluppo dell’attività investigativa. L’organizzazione criminale piramidale, con base logistica in Bulgaria aveva affiliati operativi nella Capitale.  A dirigere le operazioni dalla Capitale Stanislav Krumov Stanislavov ritenuto dagli inquirenti il ‘capo‘ della banda, assieme all’unica donna Kirikova Zornitza Lozanova e all’unico italiano coinvolto Giuseppe Donato.  Secondo le investigazioni i tre provvedevano ad indicare i bancomat sui quali installare gli skimmer. Quindi la partenza dei ‘cavalli’ dalla Bulgaria, che acquisiti i pin ed i codici dei bancomat provvedevano a ritirare i congegni installati nei sportelli bancari per cominciare l’opera di clonazione delle carte. L’operazione ‘Dolly Card’ deriva da arresti di flagranza di reato effettuati, alla fine del 2012, dai Carabinieri della Stazione di Roma San Lorenzo in Lucina e dal successivo approfondimento investigativo sviluppato dai Reparti del Comando Carabinieri Antifalsificazione Monetaria. Le investigazioni hanno consentito di accertare l’esistenza di un’associazione per delinquere, con basi operative a Roma ed in Bulgaria, composta prevalentemente da soggetti di etnia bulgara specializzati nella clonazione di carte di credito mediante la manomissione di sportelli bancari ATM (Automatic Teller Machine).

bulgariaIl sodalizio criminale installava sugli sportelli automatici di erogazione del denaro – scelti in relazione all’affluenza di turisti – apparecchiature “skimmer” dotate sia di un lettore in grado di carpire i dati riservati delle carte di credito utilizzate per il prelievo del denaro, che di una microtelecamera per rilevarne i relativi PIN segreti. I dispositivi, dopo alcune ore, venivano recuperati da alcuni complici. Una volta acquisiti, i dati delle carte di credito venivano inviati via internet in altri paesi (Stati Uniti d’America, Kenya, Isola di Bali in Indonesia) e poi “clonati” sui supporti plastici (cosiddetti white plastics) utilizzati per effettuare gli illeciti prelievi di denaro contante, in danno dei titolari. L’attività di indagine ha consentito di acquisire importanti riscontri a supporto della tesi investigativa, soprattutto in occasione degli arresti in flagranza di reato dei 21 soggetti, sorpresi in diverse occasioni a manomettere gli sportelli ATM della banche di Roma, e del contestuale sequestro di 78 congegni skimmer, 33 microtelecamere e centinaia di carte di credito già clonate. Mediante le attività di cooperazione internazionale di polizia, effettuate tramite il serivio di Europol, è stato appurato che le apparecchiature elettroniche utilizzate per carpire i dati delle carte di credito venivano assemblate tra Sofia e Plovdiv, in Bulgaria.Una vasta operazione che non si fermerà ai fermi operati in questo fine settimana ma che proseguirà per cercare di risalire ai complici che in Italia e a Roma permettevano ai solidali della banda di creare nuove carte con i codici clonati.

Il servizio di Mariacristina Massaro

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