VIDEO > Secessionisti veneti in manette, tra loro anche uno dei forconi. Rinvenuto un carro armato

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Blitz dei carabinieri del Ros contro un gruppo secessionista accusato di aver messo in atto «varie iniziative, anche violente», per ottenere l’indipendenza del Veneto, e non solo. Sono 24 gli arresti e 33 le perquisizioni complessive disposti dalla magistratura di Brescia. Sequestrato anche un carro armato con cui progettavano di compiere un’azione eclatante in piazza San Marco a Venezia.

(MeridianaNotizie) Roma, 2 aprile 2014 – Tra gli indagati figurano, a quanto si è appreso, un leader del movimento dei Forconi e un ex deputato, il fondatore della Liga Veneta, Franco Rocchetta. La Liga Veneta confluì nella Lega Nord ma Rocchetta abbandonò poi il movimento. Di recente è stato tra i promotori del referendum per la secessione del Veneto. L’accusa mossa dalla Procura di Brescia è quella di terrorismo (270 bis c.p.). La competenza è radicata a Brescia in quanto nel bresciano si sarebbe costituito il gruppo e si sarebbero tenute le riunioni. Le indagini sono cominciate circa tre anni fa.

Nelle ordinanze di custodia cautelare, emesse dal gip del tribunale di Brescia su richiesta della procura, sono contestati i reati di associazione con finalità di terrorismo ed eversione dell’ordine democratico e fabbricazione e detenzione di armi da guerra.

Gli arresti e le perquisizioni sono state eseguite tra le province di Padova, Treviso, Rovigo, Vicenza e Verona e hanno visto impegnati i militari dei vari comandi provinciali dell’Arma. Tra gli indagati figurerebbero alcune persone vicine al noto gruppo dei Serenissimi e il presidente e la segretaria della Life, l’associazione che avrebbe avuto un ruolo particolarmente attivo nel periodo di contestazione dei cosiddetti forconi dell’8 dicembre scorso. L’epicentro, sempre secondo quanto si è appreso, sarebbe Casale di Scodosia, nel Padovano dove sarebbe stato trovato il ‘tanko’.Secondo le indagini del Ros, le persone arrestate avrebbero fatto parte di un «gruppo riconducibile a diverse sigle di ideologia secessionista che aveva progettato varie iniziative, anche violente, finalizzate a sollecitare l’indipendenza del Veneto e di altre parti del territorio nazionale dallo Stato italiano». secessionisti-veneti2

Tra gli episodi contestati ai secessionisti arrestati c’è anche quello della «costruzione di un carro armato da utilizzare per compiere un’azione eclatante a Venezia, in piazza San Marco». Il carro armato che è stato posto sotto sequestro era perfettamente funzionante, tanto che erano state eseguite anche delle prove di fuoco. Il mezzo è stato sequestrato. La vicenda del carro armato – sulla quale gli investigatori non forniscono allo stato altri particolari – richiama alla memoria quanto avvenuto il 9 maggio 1997, quando un gruppo di ‘Serenissimi’ diede l’assalto al campanile di piazza San Marco. In quel caso tra gli elementi più scenografici c’era proprio un furgone trasformato in rudimentale carro armato, poi denominato ‘Tanko’.

Si proponevano «l’indipendenza dallo Stato italiano con il ricorso a metodi violenti e all’insurrezione popolare» i componenti del gruppo ‘Alleanza’, sgominato dai Ros. Lo ha spiegato il procuratore di Brescia, Tommaso Buonanno. Il gruppo era stato fondato nel maggio del 2012 e riuniva esponenti di Brescia patria e del Movimento separatista Veneto stato. Il programma si rifaceva, prevedendo però anche metodi violenti, al gruppo della Serenissima, autore dell’ occupazione di piazza San Marco a Venezia. Tra gli indagati vi sono anche persone che parteciparono al blitz nel capoluogo veneto.

«Effettivamente mi hanno riferito questa mattina di un continuo viavai di carabinieri, ora capisco il perché». Renato Modenese, l’ex sindaco di Casale di Scodosia – il comune è stato commissariato lo scorso ottobre dopo le dimissioni del primo cittadino – commenta così l’operazione dei Ros che avrebbero avuto nel piccolo comune padovano una «base». «Ho sentito parlare di arresti e di un tanko – ha aggiunto Modenese -; se devo essere sincero Casale purtroppo in questi ultimi anni ha subito una forte depressione economica rispetto agli anni d’oro, una crisi molto più profonda di quella descritta delle medie nazionale. In situazioni del genere è comprensibile che possano accadere cose di questo tipo, quando c’è malumore e malcontento e iniziano difficoltà economiche può succedere anche questo».

La Redazione

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