VIDEO > Truffe e irregolarità in concorsi e appalti grandi eventi, 100 mln sequestrati a Palermo

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Nel complesso, il patrimonio mobiliare, immobiliare, finanziario ed aziendale di cui è stato disposto il sequestro con i due provvedimenti ammonta a oltre 100 milioni di euro.

(MeridianaNotizie) Roma, 17 aprile 2014 – Nuovi sviluppi nell’attività d’indagine della Procura della Repubblica e della Guardia di Finanza di Palermo che, nel giugno dello scorso anno, ha portato all’esecuzione di 17 ordinanze di custodia cautelare emesse dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Palermo nei confronti di altrettanti soggetti, per irregolarità nelle procedure di aggiudicazione di appalti nel settore degli eventi pubblici in Sicilia e per l’illecita percezione di contributi pubblici per oltre 15 milioni di euro da parte dell’ente di formazione  C.I.A.P.I. di Palermo (Centro Interaziendale Addestramento Professionale Integrato), finanziati dal Fondo Sociale Europeo (F.S.E.) e destinati alla realizzazione del progetto CO.OR.AP. (Consulenza, Orientamento ed Apprendistato), ricorrendo anche a fatture per operazioni inesistenti per oltre 40 milioni di euro.  In particolare, il Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Palermo ha dato esecuzione ad un provvedimento di sequestro preventivo emesso in via d’urgenza dalla Procura della Repubblica palermitana nei riguardi di 4 società e, nella forma “per equivalente”, di disponibilità patrimoniali e finanziarie riconducibili all’entourage del principale indagato, accusato di avere illecitamente ottenuto, anche per progetti diversi dal CO.OR.AP., ingenti contributi “pubblici”. gdf-palermo1

Si tratta di 7 progetti del C.I.A.P.I, in relazione ai quali è stato accertato sia l’illecito ottenimento di contributi per 78 milioni di euro, sia l’avvenuta alterazione delle procedure di aggiudicazione di appalto bandite per l’organizzazione di eventi e per l’esecuzione di servizi promo-pubblicitari a favore dell’Ente.  È stato infatti accertato che, per tutti i progetti del C.I.A.P.I, le imprese invitate a partecipare alle gare erano, in alcuni casi, direttamente o indirettamente riconducibili al principale indagato ovvero, in altri casi, che le imprese “aggiudicatarie”, a fronte dei favoritismi ottenuti, hanno dovuto corrispondere parte del denaro percepito dal C.I.A.P.I a società comunque riconducibili all’artefice del “sodalizio”.

 Servizio di Cristina Pantaleoni

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